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Tecnologia 2 min di lettura2 ore fa

Samsung, il tracciamento resta un mistero anche dopo lo stop

Una ricerca segnala traffico di rete compatibile con l’ACR su alcuni televisori Samsung, ma i dati cifrati non permettono di stabilire cosa sia stato davvero trasmesso.

Il traffico inviato dai televisori Samsung resta difficile da interpretare: anche dopo la disattivazione dell’ACR, alcuni apparecchi hanno continuato a comunicare con i server. Tuttavia, poiché i dati risultavano cifrati, non è possibile stabilire se contenessero immagini dello schermo o altre informazioni riconducibili al sistema di riconoscimento dei contenuti.

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I test mostrano traffico persistente

La segnalazione arriva da una ricerca della Northeastern University. Gli studiosi hanno osservato un’attività di rete compatibile con l’Automated Content Recognition, tecnologia che consente ai produttori di identificare ciò che viene mostrato sul televisore, anche quando la relativa funzione risultava disabilitata.

Il comportamento è stato riscontrato in tutti i 30 test condotti attraverso i servizi di Samsung. Con il segnale televisivo ricevuto tramite antenna, invece, il traffico è comparso in 41 prove su 60. Sono stati rilevati dati compatibili anche in 18 test su 30 realizzati usando una sorgente HDMI e in 6 casi su 30 durante la visione di Tubi.


Cosa non dimostra l’indagine

I risultati non consentono però di affermare che Samsung abbia continuato a raccogliere immagini dello schermo o informazioni ACR. La cifratura ha impedito ai ricercatori di esaminare il contenuto effettivo delle comunicazioni, lasciando aperta la questione sulla natura precisa dei dati trasferiti.

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L’ACR può essere impiegato, tra le altre finalità, per analizzare periodicamente ciò che viene visualizzato e contribuire alla personalizzazione degli annunci pubblicitari. La presenza di traffico di rete, da sola, non dimostra quindi che questa specifica attività sia proseguita dopo la disattivazione dell’opzione.


Il precedente con le autorità

Il caso si inserisce in una vicenda già osservata dalle autorità statunitensi. In seguito all’intervento del procuratore generale del Texas, Ken Paxton, Samsung aveva raggiunto un accordo basato sull’obbligo di informare adeguatamente gli utenti e ottenere il loro consenso prima di acquisire dati tramite ACR.

I nuovi test riaprono dunque il tema della trasparenza dei televisori connessi, senza fornire da soli una prova conclusiva di raccolta illecita o non autorizzata. Per chiarire cosa venga effettivamente trasmesso sarebbero necessarie ulteriori verifiche sul contenuto delle comunicazioni e sulle modalità con cui i dispositivi gestiscono l’ACR disattivato.

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