RTX ad alto consumo, il test che mette alla prova i connettori
Un progetto di modding divide la corrente delle GeForce RTX più potenti su più cavi, con risultati incoraggianti contro il rischio di surriscaldamento.
Quarantotto ore consecutive a 550 watt hanno messo alla prova una scheda video modificata senza portare i cavi oltre i 40 gradi Celsius. Anche le saldature sono rimaste entro temperature contenute, secondo le misurazioni pubblicate dal modder che ha realizzato l’intervento.
Il test riduce ma non chiude il caso
I dati suggeriscono che suddividere il carico elettrico possa abbassare lo stress termico sull’alimentazione delle schede grafiche. Il risultato, tuttavia, riguarda una configurazione specifica e non è ancora stato confermato da verifiche indipendenti: non può quindi essere considerato una garanzia valida per ogni modello o sistema.
Il progetto nasce nel mondo del modding hardware ed è stato presentato su Reddit. L’autore starebbe valutando anche la possibilità di trasformare l’idea in un servizio commerciale, eventualmente accompagnato da una garanzia per gli utenti.
Più cavi per distribuire la corrente
L’intervento aggiunge un piccolo circuito stampato direttamente sui contatti del connettore 12VHPWR già presente sulla scheda. Da questo elemento vengono ricavati due collegamenti ausiliari a otto pin, così l’alimentazione viene ripartita su tre gruppi di cavi anziché gravare su una sola connessione.
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La soluzione mantiene operativo il collegamento originale e, secondo la descrizione del progetto, non richiede modifiche irreversibili alla scheda video. Restano quindi utilizzabili sia il connettore 12VHPWR sia la versione più recente 2x6.
Perché il connettore resta sotto osservazione
Il problema nasce dal fatto che questi sistemi devono gestire correnti elevate attraverso fili e contatti che possono lavorare vicino ai rispettivi limiti. Se il carico non viene distribuito correttamente, l’aumento della temperatura può interessare sia il cablaggio sia il connettore, fino ad arrivare nei casi peggiori alla fusione dei componenti e a danni alla scheda grafica.
La modifica prova ad agire proprio su questo punto, alleggerendo la singola connessione senza sostituire completamente l’interfaccia installata dal produttore. I risultati disponibili sono interessanti, ma servono ulteriori prove su schede diverse e in condizioni comparabili prima di stabilire quanto sia affidabile come soluzione generale.
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