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Tecnologia 4 min di lettura1 ora fa

Pino e la burocrazia: oggi spiega, domani potrebbe agire

Cambiare residenza, rinnovare il passaporto o avviare un’attività potrebbe partire da una semplice domanda scritta in linguaggio naturale.

Cambiare residenza, rinnovare il passaporto o avviare un’attività potrebbe partire da una semplice domanda scritta in linguaggio naturale. È l’idea alla base di ItaliaAperta.it, progetto indipendente che affida a Pino il compito di orientare gli utenti tra siti istituzionali, documenti richiesti e passaggi burocratici. Per ora l’assistente indica la strada, ma non può ancora completare una pratica al posto del cittadino.


Pino orienta, ma non agisce

L’iniziativa è stata sviluppata da Domenico Gagliardi, responsabile degli aspetti tecnologici e di sviluppo del progetto, e Francesco Giannicola, impegnato nella realizzazione tecnica. I due avevano già lavorato a Dove Vanno i Nostri Soldi, nato per rendere più comprensibili i dati relativi alla spesa pubblica.

L’obiettivo attuale è rendere meno complicato il primo contatto con la Pubblica Amministrazione. L’utente descrive ciò che deve fare e Pino prova a ricostruire la procedura corretta, indicando requisiti, documenti e uffici o portali a cui rivolgersi. Non accede però alla posizione personale dell’interessato, non fissa appuntamenti, non riempie moduli e non trasmette richieste.

«Non è ancora un agente operativo, ma questa è la direzione verso cui vogliamo andare», ha spiegato Gagliardi. La distinzione è importante: ItaliaAperta.it oggi offre supporto informativo, non una gestione automatizzata delle pratiche amministrative.


Le fonti fanno la differenza

Il funzionamento si basa su un’architettura RAG, ovvero un sistema che recupera documenti pertinenti prima di elaborare la risposta. Invece di affidarsi soltanto alle conoscenze acquisite dal modello durante l’addestramento, Pino consulta pagine e materiali selezionati in precedenza, poi li utilizza per costruire una spiegazione accompagnata dai relativi riferimenti.

La ricerca non comprende liberamente l’intera rete. L’assistente parte da un catalogo di siti istituzionali e da un indice preparato in anticipo; in base alla domanda individua le pagine più adatte e, entro determinati limiti, può seguire altri collegamenti ufficiali. I contenuti recuperati possono inoltre restare disponibili in una copia temporanea per trenta minuti.

La versione attuale utilizza Qwen 3.8-27B tramite Regolo.ai, che sostiene gratuitamente il progetto nell’impiego dell’intelligenza artificiale. Il modello contribuisce a selezionare i materiali e a formulare le risposte, riuscendo anche a esaminare eventuali immagini inviate dall’utente. Non è stato invece creato un nuovo modello addestrato da zero sulla Pubblica Amministrazione: il lavoro riguarda soprattutto fonti, istruzioni e sistemi di controllo.


Anche i siti pubblici possono sbagliare

La presenza di una pagina su un portale istituzionale non garantisce da sola che quella informazione sia sufficiente o aggiornata. Per questo, nella scelta delle guide, ItaliaAperta.it considera elementi come territorio coinvolto, destinatari, scadenze, eccezioni e attinenza alla procedura richiesta. Le pagine trovate automaticamente all’interno dei siti ammessi non ricevono necessariamente lo stesso livello di verifica manuale.

Il rischio assume un peso particolare quando si parla di documenti amministrativi. Un requisito interpretato male, una data superata o un passaggio omesso possono portare a una domanda incompleta o respinta. Il progetto effettua controlli automatici sul recupero dei riferimenti e verifica che le fonti mostrate coincidano con quelle realmente utilizzate; alcune risposte vengono poi confrontate manualmente con i documenti originali.

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«Una fonte citata correttamente non dimostra che anche la frase costruita dal sistema sia corretta», ha avvertito Gagliardi. Il limite resta quindi quello tipico dei sistemi generativi: anche in presenza di riferimenti verificabili, non è possibile assicurare l’assenza di risposte errate o di interpretazioni improprie.


Dati personali e limiti attuali

Nel corso dell’interazione, la domanda dell’utente, una parte recente dello scambio e gli eventuali allegati passano dai sistemi di ItaliaAperta.it e vengono inviati a Regolo per la produzione della risposta. Secondo quanto riferito da Gagliardi, il servizio non conserva le conversazioni sul proprio server: nei registri rimangono soltanto dati tecnici, tra cui esito dell’elaborazione, durata della richiesta e numero delle fonti consultate.

Agli utenti viene comunque raccomandato di non inserire codice fiscale, numeri di documenti o informazioni sanitarie. Pino, infatti, non dovrebbe aver bisogno di questi dati per svolgere il suo compito di orientamento.

Il progetto prende spunto da America.gov, punto di accesso digitale ai servizi federali degli Stati Uniti pensato per accogliere richieste formulate con parole comuni e collegare gradualmente l’utente ai diversi servizi. Il contesto, però, è diverso: negli Stati Uniti l’iniziativa nasce dentro l’amministrazione federale e prevede collegamenti con Login.gov, interfacce di programmazione e strumenti digitali delle varie agenzie. ItaliaAperta.it, invece, non dispone di un mandato pubblico né di collegamenti operativi con le amministrazioni italiane.


Il salto verso le pratiche automatiche

La prospettiva più ambiziosa è passare dalla domanda «come si fa?» alla richiesta «fallo per me». In questa evoluzione Pino dovrebbe comprendere l’esigenza, individuare il servizio corretto, predisporre la pratica e procedere, dopo l’autorizzazione del cittadino, con le operazioni necessarie.

Il passaggio richiede però strumenti che oggi non sono presenti nel servizio. Servirebbero identità digitale, deleghe, firme, pagamenti, collegamenti tra banche dati e applicazioni, protezione delle informazioni e regole chiare sulle responsabilità. Anche SPID e CIE coprono soltanto una parte del percorso: l’integrazione dovrebbe consentire all’utente di autenticarsi presso il proprio gestore dell’identità, lasciando al sistema un’attestazione dell’accesso senza trasferire direttamente le credenziali.

Per questo ItaliaAperta.it resta, nella sua forma attuale, un punto di orientamento e non uno sportello digitale capace di sostituire il cittadino. La direzione dichiarata è quella dell’agente artificiale, ma tra una risposta documentata e una pratica portata a termine esiste ancora un passaggio tecnico, amministrativo e giuridico molto ampio.

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