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Tecnologia 3 min di lettura55 min fa

Pechino prepara formazione e controlli sull’impatto dell’IA

Pechino vara 18 misure tra formazione, controlli e sostegno alle imprese durante la transizione tecnologica

La Cina ha approvato nuove linee guida per contenere gli effetti dell’intelligenza artificiale sull’occupazione. Il documento, diffuso dall’Ufficio generale del Consiglio di Stato, accompagna la spinta tecnologica con misure per ridurre il rischio di licenziamenti e tensioni sociali.

La questione pesa soprattutto sui giovani: nel 2026 circa 12,7 milioni di laureati sono entrati nel mercato del lavoro, mentre la disoccupazione urbana nella fascia tra 16 e 24 anni, studenti esclusi, ha raggiunto il 18%.

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Formazione e controlli sulle aziende

Il piano raccoglie 18 interventi. Tra questi figurano l’aiuto alla nascita di nuove professioni, programmi di aggiornamento delle competenze e sistemi per individuare in anticipo i possibili effetti negativi dell’automazione.

Nei comparti ad alta intensità di manodopera, le autorità dovranno considerare con attenzione sia la rapidità sia l’ampiezza dell’introduzione dell’IA. L’impiego delle nuove tecnologie sarà invece favorito soprattutto nei lavori pericolosi o nei settori che non riescono a trovare abbastanza personale.

Alle imprese viene chiesto di prevedere tempi di adattamento prima di applicare sistemi di IA su larga scala. I dipendenti interessati dovrebbero essere avvisati in anticipo e sostenuti nel passaggio a un’altra mansione o nella ricerca di una nuova occupazione.

Per alcuni progetti soggetti a procedure di accesso al mercato, un possibile impatto rilevante sui posti di lavoro comporterà un esame specifico dei rischi occupazionali. Negli altri casi, l’eventuale valutazione sarà stabilita in base alle caratteristiche dell’iniziativa.


Nessun limite nazionale ai licenziamenti

Le disposizioni non fissano una quota massima di esuberi e non bloccano in modo generale i processi di automazione. Anche l’assistenza ai lavoratori durante il cambiamento è presentata come un impegno richiesto alle aziende, non come un risarcimento garantito.

L’efficacia concreta dipenderà quindi dai regolamenti successivi e dalle scelte delle amministrazioni locali. Pechino vuole inoltre seguire, per i cinque anni del piano, quanti posti saranno creati e quanti sostituiti dalla tecnologia, attraverso un sistema di rilevazione dedicato.

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Il monitoraggio dovrebbe riguardare province, città e imprese considerate rilevanti. Tra gli indicatori utilizzabili sono previsti i consumi elettrici degli stabilimenti, i dati sulle assicurazioni sociali e le transazioni effettuate con i pagamenti mobili.


La posta economica e sociale

La forza lavoro cinese supera i 700 milioni di persone. Secondo una stima di Citibank, circa 70 milioni di impieghi, pari al 9,6% del totale, presentano un’elevata esposizione al rischio di sostituzione legato all’IA. Il dato misura una possibilità, non certifica posti già persi né annuncia un numero certo di licenziamenti.

La Cina considera l’intelligenza artificiale uno strumento per rafforzare l’autonomia tecnologica e la competizione con gli Stati Uniti, anche dopo le restrizioni sui semiconduttori più avanzati. Gli investimenti coinvolgono modelli, capacità di calcolo, robotica e applicazioni per industria, logistica, trasporti e servizi; il successo di DeepSeek ha contribuito ad accendere l’attenzione sui progressi del Paese.

L’automazione dovrebbe aumentare la produttività e compensare almeno in parte l’invecchiamento demografico e la riduzione della popolazione attiva. Tuttavia, manifattura avanzata e tecnologie ad alto capitale non sempre generano occupazione con la stessa velocità delle attività che trasformano o eliminano.

La frenata della crescita, la crisi immobiliare, la debolezza dei consumi e le pressioni sui prezzi hanno già ridotto i margini delle imprese e la loro capacità di assumere e aumentare gli stipendi. Per Xi Jinping, garantire opportunità di lavoro significa anche preservare stabilità sociale e consenso attorno al Partito comunista.

Le nuove regole non mettono in discussione l’espansione dell’IA, ma affidano alle autorità centrali un controllo più stretto sui tempi e sulle conseguenze della sua diffusione. Resta da definire quali progetti saranno sottoposti alla valutazione occupazionale e se un esito negativo potrà modificarne o rallentarne l’attuazione.

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