Pc Windows 10, 41 milioni cercano una seconda vita
In Italia sono 5,47 milioni i computer esclusi da Windows 11: da novembre Google propone ChromeOS Flex
Sono 41 milioni i computer dell’Unione europea destinati a restare su Windows 10 oltre la fine degli aggiornamenti di sicurezza.
«I rifiuti sono una risorsa nel posto sbagliato», osserva Michael Osei Asibey, professore dell’università Knust, nel documentario dedicato al riciclo elettronico in Ghana.
Il filmato, della durata di 25 minuti, è stato realizzato ad aprile nell’ex area di Agbogbloshie e mostra il lavoro informale di riparazione nato attorno ai rifiuti tecnologici. Il racconto affianca ai problemi ambientali e sociali anche le competenze sviluppate dagli operatori locali e i primi progetti per un recupero regolamentato, sostenuti in parte da refurbed.
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Computer ancora utilizzabili
L’analisi commissionata da refurbed a Fraunhofer Austria prende in esame il parco di computer Windows dell’Unione europea a 27. All’inizio del 2026 i dispositivi erano circa 389 milioni; quelli con Windows 10 ammontavano a 74 milioni, pari al 25,2% secondo i dati Statcounter.
La ricerca calcola che 41 milioni di apparecchi rimarranno con il vecchio sistema anche dopo la scadenza del supporto. In Italia i computer Windows 10 sono 9,87 milioni e 5,47 milioni non dovrebbero passare a Windows 11. Valori superiori si registrano soltanto in Francia, con 6,1 milioni, e in Germania, con 5,84.
La scadenza degli aggiornamenti
Il sostegno ordinario a Windows 10 è terminato il 14 ottobre 2025. Per gli utenti privati Microsoft mantiene gli aggiornamenti di sicurezza estesi senza costi, tramite un account Microsoft, fino al 12 ottobre 2027; le imprese possono prolungarli fino al 2028 pagando 60 euro per dispositivo il primo anno, 120 il secondo e 240 il terzo.
Dopo quelle date le nuove vulnerabilità non saranno più corrette. Il computer continuerà ad accendersi e a svolgere le attività abituali, ma con una protezione insufficiente. Per questo il rinnovo del sistema dipende soprattutto dalla compatibilità tecnica e dalla disponibilità degli utenti a sostituire macchine ancora funzionanti.
Case e aziende a confronto
Nel settore privato, più della metà dei computer non avrebbe i requisiti richiesti da Windows 11: tra questi figurano il chip Tpm 2.0, l’avvio protetto e un processore recente. Anche tra le macchine compatibili, secondo la stima, soltanto il 40-60% verrà aggiornato.
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Le motivazioni non sono soltanto tecniche. La proroga gratuita riduce l’urgenza, mentre alcuni utenti esprimono perplessità sulla privacy e sull’integrazione di Copilot. Nelle aziende, invece, soltanto il 2,8% dei dispositivi Windows 10 risulterebbe non aggiornabile: i cicli di sostituzione più brevi e la maggiore presenza del Tpm 2.0 rendono più semplice il passaggio.
Un anno in più riduce i rifiuti
Secondo Fraunhofer, un computer resta in servizio mediamente sei anni e la sua produzione pesa per circa 360 chilogrammi di CO₂. Prolungarne l’utilizzo di dodici mesi consente di evitare circa 7,8 chilogrammi di emissioni per apparecchio.
Applicato ai 41 milioni di dispositivi stimati nell’Ue, il prolungamento eviterebbe circa 320mila tonnellate di CO₂ e 1.172 tonnellate di rifiuti elettronici. Per l’Italia il risparmio calcolato è di circa 43mila tonnellate di CO₂ e 156 tonnellate di Raee; se tutti i computer Windows 10 restassero attivi un anno aggiuntivo, il dato nazionale supererebbe 77mila tonnellate di CO₂.
ChromeOS Flex sui vecchi pc
Da novembre refurbed renderà disponibile una chiavetta Usb con ChromeOS Flex, il sistema operativo di Google destinato a computer e Mac già esistenti. La spedizione costerà 3 euro, mentre il programma potrà anche essere scaricato senza pagamento.
La chiavetta consente di avviare il computer e provare il sistema senza modificare subito il disco. Dopo il salvataggio dei dati, l’utente può procedere all’installazione e ricevere automaticamente gli aggiornamenti di sicurezza anche dopo ottobre 2027. La compatibilità del modello può essere controllata sul sito di Google.
«Sebbene non possiamo modificare da soli i cicli di vita del software, possiamo dare agli utenti una possibilità di scelta», ha dichiarato Kilian Kaminski, cofondatore di refurbed.
La soluzione è pensata soprattutto per navigazione, contenuti in streaming, lavoro nel browser e applicazioni come Google Workspace o la versione online di Microsoft 365. Non sostituisce un computer Windows per chi utilizza programmi professionali di grafica, progettazione assistita, gestionali o molti videogiochi.
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