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Tecnologia 2 min di lettura2 giorni fa

Oxygen sotto esame: il legame russo e l’uso nelle polizie Ue

La società con sede in Virginia, ma accusata dagli Usa di essere controllata dalla Russia, avrebbe fornito strumenti forensi anche alle autorità italiane.

Strumenti di Oxygen Forensics, azienda statunitense attiva nell’analisi forense di smartphone e computer, risultano presenti nel lavoro di alcune forze dell’ordine europee. La società è però finita sotto osservazione negli Stati Uniti, dove le autorità sostengono che dietro la sede in Virginia ci sia una struttura russa.


Il caso emerge anche in Italia

Un documento tecnico redatto dalla Procura di Sassari nell’aprile 2026 inserisce Oxygen Forensics tra le soluzioni a disposizione della polizia giudiziaria per acquisire e studiare i contenuti dei dispositivi mobili. Il riferimento riguarda quindi anche l’attività investigativa italiana.

La tecnologia dell’azienda consente di estrarre informazioni da telefoni e computer e di organizzarle per l’analisi. Prodotti Oxygen, secondo i documenti esaminati, sarebbero stati inoltre accreditati oppure acquistati da apparati di polizia di Germania, Spagna, Italia e Polonia.


Il nodo della proprietà russa

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti accusa Oxygen di essere, almeno in realtà, diretta e gestita da soggetti russi. Al centro della ricostruzione americana c’è Oleg Sergeyevich Davydov, cittadino russo indicato come responsabile del gruppo che avrebbe sviluppato e amministrato il software dalla Russia.

Sempre secondo le contestazioni statunitensi, i proprietari russi di Oxygen avrebbero avuto il controllo anche di Mko Systems. Questa società commercializzava una tecnologia di base analoga presso l’Fsb e il ministero dell’Interno russo, creando un collegamento tra le due attività.

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I rapporti con i progetti europei

I prodotti Oxygen compaiono anche in almeno due iniziative sostenute economicamente dall’Unione europea e dedicate alla raccolta, alla gestione e alla condivisione delle prove digitali. Tra queste figura Inspectr, programma finanziato da Horizon 2020 rimasto operativo fino al 2023.

La Commissione europea ha tuttavia precisato che Oxygen Forensics non apparteneva ai consorzi dei due progetti. Di conseguenza, l’azienda non avrebbe ricevuto finanziamenti direttamente dall’Ue, anche se i suoi prodotti sarebbero stati impiegati nel contesto delle iniziative.


Nessuna prova di accessi abusivi

Le accuse non sostengono che il programma contenesse codice malevolo. Non viene neppure affermato che Oxygen abbia penetrato senza autorizzazione nei sistemi dei clienti o consultato illegalmente i dati trattati dalle forze di polizia.

Il punto sollevato dalla vicenda riguarda dunque soprattutto la provenienza e il controllo della società, oltre alla diffusione dei suoi strumenti nel settore investigativo europeo. La documentazione disponibile non dimostra, da sola, un uso illecito dei software o una compromissione delle informazioni acquisite.

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