Oxygen e le polizie Ue: il nodo dei legami russi
La società con sede in Virginia compare in documenti e progetti legati all’analisi forense dei dispositivi, mentre negli Usa viene contestata la gestione russa.
Non risultano accuse secondo cui il software Oxygen avrebbe incorporato codice dannoso o sarebbe stato impiegato per entrare senza autorizzazione nei sistemi dei clienti. È questa una delle precisazioni che accompagna il caso della società, finita sotto esame per i suoi presunti collegamenti con la Russia e per i rapporti con apparati di sicurezza di Mosca.
Il caso va oltre il software
I proprietari russi di Oxygen avrebbero avuto il controllo anche di Mko Systems, azienda che commercializzava una tecnologia di base analoga a quella fornita all’Fsb e al ministero dell’Interno russo. Il collegamento emerge nella denuncia presentata dalle autorità statunitensi, ma non equivale all’attribuzione di accessi abusivi alle infrastrutture o alle informazioni degli acquirenti.
La vicenda riguarda una piattaforma capace di acquisire ed esaminare contenuti presenti su smartphone e computer. Secondo documenti analizzati da Politico.eu, strumenti della società sarebbero stati adottati o riconosciuti da corpi di polizia di Germania, Spagna, Italia e Polonia.
Dalla Virginia alle accuse Usa
Oxygen Forensics si presenta come un’impresa americana e indica la Virginia come sede ufficiale. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sostiene tuttavia che lo sviluppo e la gestione dei programmi facessero capo a un gruppo operativo in Russia, guidato dal cittadino russo Oleg Sergeyevich Davydov.
La ricostruzione giornalistica, basata su documenti consultati dalla testata, colloca così l’azienda al centro di un contrasto tra la sua identità societaria formale e la struttura che le autorità americane ritengono effettivamente responsabile delle attività. I prodotti sono destinati all’estrazione e alla lettura di dati digitali provenienti da dispositivi elettronici.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le tracce nei progetti europei
Politico.eu riferisce che la tecnologia Oxygen sarebbe comparsa in almeno due iniziative sostenute economicamente dall’Unione europea, dedicate alla raccolta, alla gestione e alla circolazione delle prove digitali. Tra queste viene indicato Inspectr, programma di Horizon 2020 rimasto attivo fino al 2023.
La Commissione europea ha però fornito una precisazione decisiva: Oxygen non era inclusa nei consorzi responsabili dei due progetti e, di conseguenza, non avrebbe incassato fondi Ue. Il suo nome compare comunque in relazione all’ecosistema tecnologico utilizzato per le attività di analisi forense.
Il riferimento italiano
Un documento tecnico della Procura di Sassari, datato aprile 2026, inserisce Oxygen Forensics tra le soluzioni che la polizia giudiziaria può utilizzare per acquisire e analizzare informazioni dai dispositivi mobili. Il riferimento riguarda dunque anche l’Italia, insieme agli altri Paesi europei citati nella ricostruzione.
Il quadro complessivo nasce dall’intreccio tra l’impiego operativo dei prodotti, la presenza dell’azienda in iniziative europee e le contestazioni americane sulla sua effettiva proprietà e conduzione. La denuncia Usa, precisano i documenti richiamati, non afferma però che i clienti siano stati vittime di intrusioni o che il programma fosse stato progettato per danneggiare i sistemi.
Continua a leggere
Naza, il lato oscuro degli algoritmi: come si scelgono i bersagli a Gaza
Il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor ricostruisce la catena che unisce intercettazioni, intelligenza artificiale, sorveglianza e valutazione delle vittime civili.
Moto G86 5G a 239 euro: il prezzo da guardare prima dell’acquisto
Il Motorola Moto G86 5G scende sotto quota 250 euro con una dotazione completa, pagamenti dilazionati e 24 mesi di garanzia.
Android, Apple Music cambia pelle: arriva un Liquid Glass ridotto
Apple Music sta modificando il proprio aspetto anche sui dispositivi Android.
Honor 700 Pro, la sorpresa è dietro: spunta lo schermo posteriore
Il prossimo modello potrebbe riprendere la soluzione vista sui recenti Xiaomi, trasformando il modulo fotografico in un elemento ancora più distintivo.