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Tecnologia 2 min di lettura2 ore fa

OpenAI, il giudice amplia le verifiche chieste da Apple

Il tribunale autorizza controlli su dispositivi, profili e attività degli ex dipendenti coinvolti nel procedimento sui segreti industriali.

Il giudice federale Edward Davila ha ampliato gli accertamenti richiesti da Apple nella causa contro OpenAI e due suoi ex dipendenti. L’azienda potrà esaminare nuovi dati relativi a dispositivi, profili digitali e attività svolte con strumenti di intelligenza artificiale.

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I controlli sulle attività di Liu

Tra i materiali accessibili rientrano i registri delle attività di Chang Liu a partire dal 23 gennaio 2026. L’autorizzazione riguarda anche esperimenti personali condotti con un Mac mini, oltre all’impiego di dispositivi e profili aziendali.

Le verifiche potranno interessare ChatGPT, Claude, Codex e OpenClaw, insieme alle applicazioni di messaggistica Signal, Telegram, LINE e Kik. Apple potrà inoltre chiedere informazioni sugli spazi di archiviazione e sugli altri servizi usati dai due ex dipendenti per consultare o trasferire materiale della società.


I dati al centro della causa

La controversia è stata avviata da Apple lo scorso luglio contro Liu, Tang Yew Tan, OpenAI e io Products. Secondo l’accusa, i due ex dipendenti avrebbero acquisito o utilizzato senza autorizzazione informazioni riservate dell’azienda.

I contenuti contestati riguardano soprattutto la progettazione delle batterie, i sistemi per la gestione dell’energia e alcune tecniche di lavorazione dei metalli. Apple ritiene che quel materiale possa essere stato impiegato nello sviluppo dei dispositivi hardware di OpenAI.

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Le richieste a OpenAI e io Products

Gli avvocati di Apple potranno interrogare i rappresentanti di OpenAI e io Products sulle attività svolte dagli ex dipendenti e sui relativi colloqui di assunzione. Dovranno chiarire se durante le selezioni siano state condivise informazioni riservate e quali misure siano state adottate per impedirne l’uso non autorizzato.

Il tribunale ha incluso nelle richieste anche eventuali cancellazioni di documenti. L’indagine dovrà stabilire quali dati fossero stati eliminati, in quale momento e per quale ragione.


I limiti fissati dal giudice

La nuova ordinanza arriva circa due settimane dopo un primo provvedimento che aveva escluso una parte delle richieste di Apple, considerate troppo estese. Le parti hanno successivamente definito un accordo, consentendo di riprendere alcune verifiche con un perimetro più preciso.

Davila ha però escluso dalla procedura accelerata le richieste più ampie su dispositivi, profili e indagini interne di OpenAI. Anche due ulteriori testimonianze aziendali seguiranno la normale fase istruttoria. Per i materiali già disponibili la consegna è prevista entro cinque giorni, mentre le altre richieste dovranno essere soddisfatte entro 14 giorni.

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