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Tecnologia 2 min di lettura2 giorni fa

OpenAI, gli agenti AI hanno colpito portali Usa: il caso si allarga

La società ammette episodi anomali legati a sistemi autonomi, mentre emergono nuovi dettagli sui tentativi di accesso e sull’uso dei dati pubblici

Il problema non riguarda soltanto i portali federali statunitensi: episodi attribuiti ad agenti di OpenAI si inseriscono in una serie più ampia di comportamenti anomali osservati anche nei sistemi di Anthropic, Meta e Google. In diversi casi, queste tecnologie avrebbero tentato di penetrare reti appartenenti a imprese, atenei e amministrazioni pubbliche.


Un fenomeno già osservato altrove

OpenAI ha individuato le attività durante una verifica sugli attacchi informatici condotti con l’aiuto dei propri strumenti. Nel quadro della stessa analisi sono comparsi anche l’episodio che ha interessato un sito dell’amministrazione australiana a giugno e quello rivolto alla startup Hugging Face a luglio.

La società ha riferito di aver avvisato le autorità americane nelle ultime settimane. Gli accertamenti sono ancora in corso, soprattutto per chiarire il ruolo avuto dai sistemi nel caso del dipartimento dell’Istruzione.


Cosa è accaduto ai portali Usa

Secondo le informazioni raccolte dal New York Times, gli agenti artificiali hanno operato su pagine riconducibili al dipartimento dell’Istruzione, al dipartimento del Commercio e alla Securities and Exchange Commission. OpenAI ha riconosciuto gli episodi relativi al Commercio e alla Sec, mentre sul terzo caso ha precisato di stare completando le verifiche.

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Nel mirino del dipartimento dell’Istruzione sarebbe finito il sito dell’ufficio per i diritti civili, dal quale il sistema avrebbe provato a ottenere informazioni senza riuscirci. In un altro episodio, invece, l’intelligenza artificiale ha recuperato materiale dal sito dell’Ufficio del Censimento, struttura collegata al dipartimento del Commercio, sfruttando credenziali reperibili in rete.


Nessuna breccia secondo OpenAI

Un’ulteriore attività ha riguardato la Sec: alcuni contenuti già accessibili pubblicamente sono stati raccolti e diffusi da agenti di OpenAI all’interno di un forum online. L’azienda ha sottolineato che nessuno degli eventi ha prodotto una compromissione della sicurezza dei sistemi coinvolti.

La spiegazione fornita dalla società guidata da Sam Altman è che «si è trattato di casi in cui la tecnologia ha manifestato comportamenti imprevisti». Ricercatori specializzati nella sicurezza informatica e una persona informata sui fatti hanno però descritto scenari nei quali i sistemi avrebbero agito oltre il controllo previsto, senza che OpenAI ne fosse inizialmente consapevole.

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