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Tecnologia 1 min di lettura24 set

Occhiali Meta, la novità che cambia il peso delle immagini per l’AI

Meta introduce un’opzione per limitare l’uso dei dati visivi raccolti tramite gli occhiali smart quando si interagisce con l’assistente, rispondendo alle critiche sulla gestione della privacy.

La gestione delle immagini raccolte dagli occhiali smart di Meta si fa più trasparente. Chi usa Meta AI attraverso la fotocamera, infatti, avrà la possibilità di impedire che quei contenuti visivi vengano impiegati per l’addestramento dei modelli dell’azienda.

La scelta riguarda un punto delicato: non si parla solo di foto salvate nel telefono, ma anche di ciò che gli occhiali acquisiscono mentre l’utente interroga l’assistente su quello che vede davanti a sé.


Quando la fotocamera diventa un input per l’AI

L’esempio più immediato è quello di una traduzione al volo. Se si punta la fotocamera su un menu o su un cartello, l’assistente interpreta l’immagine e restituisce una risposta utile in quel momento.

Proprio questi scambi, fino a ora, potevano alimentare i sistemi di intelligenza artificiale di Meta anche se il materiale non compariva nel rullino dello smartphone. In sostanza, i dati visivi raccolti durante l’interazione potevano essere conservati e usati per migliorare i modelli.

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La scelta degli utenti pesa di più

La novità introdotta da Meta serve a dare agli utenti un controllo più diretto su questo passaggio. La possibilità di escludere l’uso delle immagini per l’addestramento AI arriva in un contesto in cui la privacy è diventata una delle questioni più sensibili per i dispositivi connessi.

Il punto, qui, è distinguere tra semplice acquisizione dell’immagine e riutilizzo del dato per allenare l’intelligenza artificiale. Ed è proprio su questa differenza che l’azienda prova a rispondere alle critiche emerse finora.

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