620notizie oggi Scopri i vantaggi
Tecnologia 3 min di lettura50 min fa

Occhiali Meta a Brera, l’IA aiuta ciechi e ipovedenti

Il progetto Sensing Art unisce Meta, EssilorLuxottica e associazioni per rendere accessibili otto opere del museo milanese.

Alla Pinacoteca di Brera gli occhiali con intelligenza artificiale descrivono i dipinti ai visitatori ciechi e ipovedenti. Il dispositivo riconosce l’opera inquadrata e ne trasmette il racconto attraverso gli altoparlanti integrati nella montatura.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


Utenti coinvolti nello sviluppo

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha avviato, insieme a EssilorLuxottica e all’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, un percorso per migliorare il dispositivo sulla base dell’esperienza diretta degli utilizzatori.

Mario Barbuto, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha spiegato a Roma che al lavoro parteciperanno ingegneri, psicologi e persone non vedenti, con il supporto di Meta e dell’azienda produttrice. «I destinatari sono quelli che devono partecipare alla fase di sviluppo», ha detto durante l’AI Forum.

L’obiettivo è valutare l’utilità concreta delle funzioni, oltre il loro funzionamento tecnico. Barbuto ha citato anche il riassunto automatico tra gli strumenti da esaminare: una funzione che può aiutare a cogliere rapidamente il contenuto di un testo, ma che deve essere progettata considerando le esigenze reali delle persone che la utilizzeranno.


La tecnologia nella montatura

Il progetto utilizza una montatura Ray-Ban dal peso inferiore ai 50 grammi. Al suo interno sono stati inseriti videocamera, microfoni, altoparlanti, collegamento alla rete e software basati sull’intelligenza artificiale.

La videocamera serve per fotografie e filmati, mentre il sistema audio consente di ascoltare musica, effettuare chiamate e ricevere le risposte di Meta AI. Una luce LED segnala quando l’obiettivo è attivo, così da rendere visibile alle persone vicine l’avvio della registrazione.

Elena Dimichino, responsabile della sostenibilità di EssilorLuxottica, ha descritto gli occhiali come l’ultima evoluzione di un oggetto nato per correggere la vista, poi diventato anche un elemento di design e di identità personale. «La sfida è stata andare a inserire il contenuto tecnologico all’interno di un oggetto bello, di un oggetto leggero», ha spiegato all’evento.

Il dispositivo può riconoscere ciò che si trova davanti alla videocamera e rispondere a domande sull’ambiente. Grazie all’integrazione con Be My Eyes, inoltre, una persona cieca può entrare in contatto con volontari vedenti o operatori disponibili ad assisterla a distanza.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Le opere raccontate a Brera

Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo è stato realizzato da Meta, Pinacoteca di Brera ed EssilorLuxottica con l’Associazione Nazionale Subvedenti, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano. Il lancio alla Pinacoteca è avvenuto il 13 ottobre; due settimane dopo, il progetto è stato presentato all’AI Forum di Meta a Palazzo Rondinini, a Roma.

Il sistema nasce dall’esperienza di DescriVedendo, percorso creato dall’Associazione Nazionale Subvedenti e attivo a Brera da circa dieci anni. Le immagini vengono trasformate in descrizioni particolareggiate, pensate per aiutare le persone con disabilità visiva a costruire una rappresentazione mentale dei dipinti.

Sono otto le opere coinvolte, tra lavori di Caravaggio, Raffaello, Andrea Mantegna e Francesco Hayez. Per ogni capolavoro sono disponibili la descrizione delle forme e della disposizione dei soggetti, un contenuto storico-artistico e una scheda sull’autore.


Un ascolto senza schermi

Il visitatore si avvicina al quadro, attiva gli occhiali e ascolta le informazioni senza impugnare uno smartphone. Gli altoparlanti lasciano libere le orecchie, permettendo di seguire anche i rumori e le attività presenti nella sala.

La funzione è stata mostrata anche a Roma attraverso riproduzioni digitali dei dipinti di Brera. In questo modo gli occhiali diventano il punto di accesso ai contenuti e spostano l’interazione dallo schermo all’oggetto indossato e allo spazio circostante.

Chiara Rostagno, vicedirettrice della Pinacoteca di Brera, ha collegato il progetto alla vocazione del museo e alla possibilità di rendere ogni visitatore parte dell’esperienza culturale. «Siamo convinti che l’esperienza dell’arte dia coraggio per il futuro», ha affermato durante l’AI Forum.

L’uso degli occhiali evita il ricorso a un apparecchio separato e riduce la necessità di concentrare l’attenzione su un display. A Brera la videocamera, spesso associata ai timori sulla riservatezza, viene utilizzata per riconoscere i dipinti e offrire a chi non può vederli una descrizione dei loro dettagli.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere