Meteo su Roma.

Tecnologia 1 min di lettura1 ora fa

MIT, nanoparticelle flessibili per progettare nuovi materiali

Ricercatori guidati da Robert Macfarlane hanno ottenuto disposizioni difficili da realizzare con collegamenti molecolari più adattabili

Un gruppo del MIT ha sviluppato un metodo per organizzare nanoparticelle usando collegamenti molecolari flessibili. L’approccio, guidato dal professor Robert Macfarlane, potrebbe ampliare le possibilità nella progettazione di materiali avanzati.

Offerta del giorno5 novembre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 56 giorni
*********


Strutture progettate su scala minuscola

Le nanoparticelle possono essere immaginate come piccoli mattoncini da assemblare. A unirle sono i ligandi, cioè bracci molecolari che determinano il modo in cui le particelle si dispongono nello spazio.

Finora questi collegamenti venivano spesso concepiti per mantenere ogni elemento in una posizione precisa. Il risultato era una disposizione vincolata a geometrie già stabilite, con margini ridotti per ottenere configurazioni diverse.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Catene polimeriche più adattabili

Il gruppo di ricerca ha scelto invece catene polimeriche capaci di flettersi, dotate alle estremità di cariche elettriche positive oppure negative. Questa caratteristica consente ai collegamenti di adattarsi meglio alle interazioni tra le nanoparticelle.

Secondo lo studio, il metodo ha permesso di creare organizzazioni che in precedenza risultavano difficili da ottenere. La possibilità di controllare la struttura del materiale a una scala vicina a quella atomica potrebbe quindi favorire la realizzazione di proprietà specifiche attraverso la progettazione dei suoi componenti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere