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Tecnologia 4 min di lettura1 ora fa

Milano chiama Las Vegas: perché il tech italiano interessa agli Usa

La CTA ha portato a Milano imprese, startup e investitori in vista del CES 2027, rafforzando il legame tra l’ecosistema italiano e la principale fiera tecnologica americana.

L’interesse degli Stati Uniti per l’innovazione italiana passa anche da Milano. La prima edizione locale di CES Unveiled ha riunito all’Allianz MiCo startup, grandi aziende, investitori e rappresentanti delle istituzioni, offrendo alle imprese del Paese un accesso diretto alla rete della Consumer Technology Association, l’organizzazione che controlla il CES di Las Vegas.

L’appuntamento ha portato in città oltre cento espositori e i vertici della CTA, tra cui Kinsey Fabrizio e Gary Shapiro. Per l’associazione americana, Milano rappresenta un punto d’incontro tra tecnologia, creatività e design, ma anche una tappa utile per preparare il prossimo CES, in programma a gennaio 2027.

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Il ponte tra Milano e Las Vegas

La presenza italiana alla manifestazione statunitense è già consistente. Nel 2026 quasi 700 partecipanti italiani hanno raggiunto Las Vegas e più di 60 espositori hanno presentato le proprie soluzioni; circa 50 di questi erano ospitati a Eureka Park, lo spazio dedicato alle startup.

Nel complesso, il CES 2026 ha accolto oltre 800 espositori europei e circa 10 mila visitatori provenienti dal continente. Fabrizio ha sottolineato il valore di questi numeri: «Siamo molto orgogliosi della forte partecipazione dall’Italia e dall’Europa al CES». Secondo la presidente e amministratrice delegata della CTA, l’obiettivo è allargare ancora la comunità internazionale che ruota intorno alla rassegna.

La tappa milanese ha reso questa rete più accessibile alle imprese italiane. Tra i settori rappresentati figuravano intelligenza artificiale, aerospazio, sanità digitale, agricoltura tecnologica, robotica e soluzioni avanzate per il lusso. Nell’elenco degli espositori comparivano, tra gli altri, HPE, Garmin, Luxottica e Intesa Sanpaolo Innovation Center.


Startup italiane a caccia di scala

L’evento si è svolto in una fase in cui il mercato italiano dei capitali di rischio resta più contenuto rispetto a quello delle maggiori economie tecnologiche europee, ma Milano continua a rafforzare il proprio ruolo. Secondo Dealroom, nel 2025 le startup italiane hanno raccolto circa 1,7 miliardi di dollari, mentre nei primi sei mesi del 2026 hanno raggiunto quota 653 milioni.

La stessa banca dati assegna all’area metropolitana milanese circa 1,2 miliardi di dollari di finanziamenti ottenuti dalle startup negli ultimi dodici mesi considerati, un valore superiore a quello di Roma e Torino. Le società tecnologiche italiane sostenute da investitori specializzati valgono complessivamente più di 75 miliardi di dollari, sempre secondo Dealroom.

Un’altra rilevazione, realizzata da Growth Capital e Italian Tech Alliance, indica 813 milioni di euro investiti in startup e imprese innovative italiane nel primo semestre del 2026, distribuiti attraverso 145 operazioni. Il dato segnala un aumento della dimensione media degli investimenti, anche in presenza di un numero di accordi inferiore rispetto ad alcune fasi precedenti.

All’Allianz MiCo erano presenti 51 startup provenienti da 13 regioni italiane, con circa 700 metri quadrati di area espositiva. Durante la giornata, Assolombarda e InnovUp hanno inoltre presentato la terza edizione della ricerca sull’impatto occupazionale della filiera nazionale dell’innovazione.

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Il messaggio dell’ICE sull’intelligenza artificiale

La manifestazione è stata organizzata dalla CTA insieme all’ICE, l’agenzia pubblica che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il presidente Matteo Zoppas ha collegato l’iniziativa alla necessità di ridurre la distanza tra le competenze tecnologiche del Paese e la concorrenza internazionale.

«L’Italia ha bisogno di avere un riferimento, uno slancio in cui possiamo fare il punto sul divario tra la nostra tecnologia all’avanguardia e il resto del mondo», ha affermato Zoppas durante l’incontro. A suo giudizio, il confronto con le tendenze globali è indispensabile per le aziende che vogliono crescere sui mercati esteri.

Il presidente dell’ICE ha poi indicato nell’intelligenza artificiale uno dei terreni decisivi per l’industria italiana. «Il treno della tecnologia sta passando e ogni giorno che passa rischiamo di perdere una posizione», ha detto, sostenendo che l’adozione dell’IA nei prodotti e nei processi debba procedere più rapidamente.


Le novità attese al CES 2027

La prossima edizione di Las Vegas avrà anche un significato celebrativo: ricorreranno 60 anni dal primo CES. Nel tempo la manifestazione ha ampliato il proprio perimetro, passando dall’elettronica di consumo a campi come mobilità, salute, robotica, infrastrutture industriali e intelligenza artificiale.

Al Venetian sarà allestita una nuova area dedicata alla salute, con aziende impegnate nell’applicazione dell’IA alla medicina. Il Las Vegas Convention Center darà invece più spazio alla produzione avanzata. Inoltre, CES Foundry, il programma dedicato all’intelligenza artificiale generativa, agli agenti autonomi e alle tecnologie quantistiche, durerà tre giorni invece di due.

Tra le iniziative presentate a Milano c’erano anche un confronto sui finanziamenti all’innovazione europea, incontri sulla tecnologia prodotta in Italia, una sessione sulla Physical AI con AMD e una gara per startup. A vincerla è stata Optohive, società svizzera nata dall’ETH di Zurigo, che sviluppa un dispositivo indossabile capace di analizzare l’attività cerebrale attraverso la luce nel vicino infrarosso.

Per la CTA il CES è diventato sempre più un luogo di affari oltre che di esposizione. Fabrizio ha spiegato che il partecipante medio prende parte a 29 riunioni durante la settimana di Las Vegas. È anche per questo che l’associazione punta sulle tappe internazionali: portare una parte della rete americana nei territori dove nascono le imprese che potrebbero presentarsi al CES nei mesi successivi.

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