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Tecnologia 2 min di lettura2 giorni fa

Meta nel mirino in Brasile: due blocchi, poi le riattivazioni

La piattaforma ha sospeso gli annunci legati a Lula e un profilo Instagram con un video satirico, provocando la richiesta di chiarimenti da parte del governo

Due episodi distinti hanno riportato Meta al centro del dibattito in Brasile: prima lo stop agli annunci pubblicitari collegati al profilo Facebook di Luiz Inácio Lula da Silva, poi la sospensione di un account Instagram seguito da milioni di utenti. Entrambi i contenuti sono tornati disponibili dopo poche ore, ma le spiegazioni dell’azienda non hanno ancora soddisfatto le autorità brasiliane.


Due sospensioni riaperte in poche ore

Il primo caso ha riguardato la pagina Facebook utilizzata dallo staff elettorale di Lula. La campagna del candidato presidenziale ha contestato la disattivazione degli annunci, presentando un ricorso contro una decisione considerata priva di giustificazione.

Nello stesso arco di tempo è stato fermato anche l’account Instagram “Revelando o Brasil”. Il profilo aveva diffuso un filmato del comico Fábio Porchat dedicato a figure associate alla vicenda Banco Master, istituto legato al faccendiere Vorcaro e finito al centro di un grave scandalo di corruzione.


Il video continua su YouTube

La sospensione ha interessato soltanto Instagram. Prima dello stop, il filmato aveva raggiunto milioni di visualizzazioni e superato le 100.000 condivisioni; durante l’interruzione è rimasto invece visibile su YouTube.

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Meta ha in seguito riattivato il profilo dopo una verifica interna e ha presentato le proprie scuse per quanto accaduto. Anche gli annunci associati alla presenza Facebook di Lula sono stati nuovamente abilitati, ma il ripristino non ha chiuso la questione.


Il governo vuole spiegazioni

Lo staff della campagna di Lula ha fatto sapere di essere ancora in attesa di una motivazione dettagliata da parte della società proprietaria di Facebook, WhatsApp e Instagram. Il punto da chiarire riguarda soprattutto le ragioni che hanno portato alla sospensione temporanea delle inserzioni.

A chiedere ulteriori informazioni è stato anche il Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza. L’obiettivo è ricostruire le circostanze dei due blocchi e comprendere quali criteri abbiano determinato l’intervento della piattaforma.

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