Tecnologia 4 min di lettura24 set

Meta Glasses cambiano volto: meno tech, più occhiali da indossare

Dai modelli firmati da Kylie Jenner e Lisa agli occhiali senza fotocamera, Meta spinge i suoi wearable verso forme sempre più vicine a quelli tradizionali.

Il vero nodo, intorno agli smart glasses con fotocamera, resta il consenso di chi si ha davanti. Il LED frontale segnala l’attività di scatto o registrazione, ma non basta a sciogliere le resistenze che questi dispositivi continuano a incontrare in uffici e spazi pubblici.

Questo è il punto che Meta deve ancora superare, mentre in più paesi crescono le richieste di limiti più chiari. In Australia il governo federale valuta un divieto nei luoghi di lavoro, e a Sydney sono già scattate restrizioni in piscine, palestre, biblioteche, asili e altre strutture comunali.


La spinta a sparire alla vista

Tra le novità presentate da Meta, quella che punta più lontano è forse anche la più discreta. I Ray-Ban Meta Audio rinunciano sia alla fotocamera sia al display e arrivano a un peso di 43 grammi, con speaker, microfoni e l’AI dell’azienda integrati nella montatura.

L’obiettivo è evidente: ascoltare musica, gestire chiamate e interrogare l’assistente senza ricorrere agli auricolari o estrarre il telefono. Per Meta è il passo più netto verso un’intelligenza artificiale meno invadente, capace di restare quasi invisibile nella vita di tutti i giorni.


Moda e celebrità al posto del gadget

Per rendere questi prodotti meno simili a un accessorio tecnologico, Meta continua a lavorare sul richiamo della moda. Dopo la collaborazione con Kylie Jenner, che ha portato gli Starfire e una nuova variante Ivory, ora tocca a Lisa, artista delle Blackpink e volto di The White Lotus.

La cantante accompagna due modelli, uno più sportivo e uno cat-eye, pensati per competere sul terreno degli occhiali tradizionali. L’idea è intercettare un pubblico molto più ampio di quello che sceglierebbe un visore o un dispositivo dichiaratamente tech.


Quando l’occhiale fa anche da assistente

La collaborazione con Ray-Ban resta il perno del progetto, e non a caso Meta continua a spingere su montature iconiche come cat-eye, Wayfarer e Aviator. La presenza di Kylie Jenner ha già contribuito a trasformare questi modelli in oggetti più pop, e l’aggiunta di Lisa rafforza la stessa direzione.

Il passaggio chiave è questo: gli smart glasses devono diventare accessori desiderabili prima ancora che strumenti digitali. In questa logica, l’immagine conta quasi quanto le funzioni integrate.

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Il visore si stringe in una montatura

Sul fronte della realtà virtuale, Meta prova invece a ridurre drasticamente dimensioni e peso dei suoi visori. I nuovi Meta VR Glasses si fermano a circa 100 grammi, contro i quasi 500 del Quest 3, perché parte dell’hardware e la batteria vengono spostati in un piccolo modulo separato da tenere in tasca.

Davanti agli occhi rimane così un’esperienza che può trasformarsi in sala cinema, postazione di lavoro o posto in prima fila a eventi sportivi e concerti. Il controllo passa dallo sguardo o dalle mani, con l’idea di un dispositivo più comodo da portare a lungo, anche in viaggio.


I Ray-Ban Meta diventano più completi

C’è poi la terza generazione dei Ray-Ban Meta, che segna l’evoluzione più matura della linea nata dalla partnership tra Meta e Ray-Ban. I nuovi modelli sono più sottili, durano di più e includono anche varianti come gli Aviator e gli Zena cat-eye.

Qui però torna il tema della videosorveglianza privata. La fotocamera consente di fare foto e girare clip senza usare le mani, mentre un LED bianco sul davanti avvisa chi è di fronte: si accende brevemente per le immagini e resta attivo durante i video.

La luce non può essere semplicemente coperta. Dalla seconda generazione, se il sistema rileva che il LED è oscurato, la fotocamera si disattiva automaticamente e non riparte finché l’indicatore non torna visibile.


Londra come cornice, Menlo Park come regia

La preview europea dei nuovi modelli è stata organizzata a Londra, in un ex birrificio oggi occupato da boutique indipendenti, gallerie, eventi e locali musicali. La scelta della sede rispecchia bene il messaggio del prodotto: integrare la tecnologia nella vita quotidiana senza renderla ingombrante.

La presentazione, intanto, ricalcava quanto mostrato da Mark Zuckerberg nella notte italiana tra il 23 e il 24 settembre durante il Meta Connect 2026, a Menlo Park. Da lì arriva la regia di una strategia che prova a spostare gli occhiali intelligenti sempre più vicino a un oggetto normale, e sempre più lontano dall’idea di gadget visibile a colpo d’occhio.

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