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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Medicare, l’AI boccia troppe cure: negli USA i tempi si allungano

Il programma WISeR dovrebbe tagliare sprechi e prestazioni inutili, ma i numerosi rifiuti automatizzati impongono nuove verifiche e aumentano l’attesa dei pazienti

Negli Stati Uniti l’intelligenza artificiale, introdotta per velocizzare l’autorizzazione di alcune cure, sta producendo l’effetto opposto. Le richieste respinte in modo ritenuto spesso ingiustificato obbligano i medici a ripetere numerosi controlli, con conseguenze dirette sui tempi di accesso alle prestazioni.


Le attese aumentano invece di ridursi

Secondo un rapporto della senatrice Maria Cantwell, nello Stato di Washington i pazienti hanno aspettato mediamente tra 15 e 20 giorni per ottenere una risposta. Si tratta di un intervallo da due a quattro volte superiore rispetto al passato.

Il problema nasce dal numero elevato di pratiche che, dopo il primo esame automatizzato, devono essere sottoposte a una valutazione umana. Gli specialisti coinvolti hanno giudicato diversi dinieghi privi di motivazioni sufficientemente chiare oppure non fondati, rendendo necessario un ulteriore passaggio prima della decisione definitiva.


Come funziona il programma WISeR

La procedura è attiva in Arizona, New Jersey, Ohio, Oklahoma, Texas e Washington. Il programma WISeR riguarda alcune prestazioni coperte da Medicare, il sistema assicurativo rivolto soprattutto alle persone con più di 65 anni, e punta a limitare gli sprechi e gli interventi considerati non necessari.

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Prima di procedere con il trattamento, il medico inserisce in un portale i dati clinici del paziente e illustra le ragioni per cui ritiene indispensabile la cura. L’intelligenza artificiale confronta poi la domanda con i criteri stabiliti da Medicare e dovrebbe fornire una risposta entro 72 ore.


Il controllo umano resta indispensabile

Quando la richiesta viene respinta, la pratica passa comunque a un medico, incaricato di riesaminare le informazioni e valutare nuovamente l’autorizzazione. Proprio questo meccanismo, pensato come garanzia aggiuntiva, sta però caricando gli operatori di un volume di lavoro superiore alle attese.

L’obiettivo iniziale era rendere più rapida la selezione delle richieste e concentrare l’attenzione sui casi davvero problematici. I numerosi rifiuti automatici hanno invece creato un passaggio supplementare, trasformando uno strumento progettato per ridurre i tempi in una causa di rallentamento del percorso di cura.

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