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Tecnologia 2 min di lettura57 min fa

Luna, la torre di Blue Origin sfida le ombre: 20 metri per l’energia

Il progetto Power Tower punta a garantire elettricità nelle aree del polo sud lunare dove crateri e rilievi limitano l’esposizione al Sole.

Blue Origin ha mostrato un filmato dedicato a una delle soluzioni energetiche pensate per le future infrastrutture lunari. Il progetto si chiama Power Tower e prevede una struttura fotovoltaica verticale, concepita per superare i limiti dei pannelli installati direttamente sul terreno.


Una torre contro le zone d’ombra

Il sistema dovrebbe raggiungere un’altezza di circa 20 metri e fornire più di 10 kW di potenza. La configurazione verticale è studiata per collocare i pannelli in una posizione più favorevole rispetto alla superficie, soprattutto negli scenari in cui il Sole resta vicino alla linea dell’orizzonte.

Blue Origin ha accompagnato la presentazione del progetto con un’anteprima video. L’obiettivo è mostrare il funzionamento di una soluzione pensata per rendere più affidabile la produzione elettrica in un ambiente dove anche piccoli dislivelli possono avere conseguenze rilevanti.


Il problema energetico al polo sud

Il polo sud della Luna è tra le aree considerate per le prossime missioni Artemis, ma presenta condizioni difficili per la raccolta dell’energia solare. Crinali, margini dei crateri e altre irregolarità del suolo possono infatti creare estese porzioni in ombra, riducendo il tempo di esposizione dei pannelli.

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Per questo motivo, una semplice installazione a terra potrebbe non assicurare continuità nella produzione. Una struttura sopraelevata come Power Tower punta invece a intercettare la luce anche quando il terreno circostante rimane parzialmente oscurato.


Elettricità senza interruzioni

Le future attività lunari avranno bisogno di energia per molte funzioni essenziali. Tra queste rientrano gli habitat, i veicoli esplorativi, i collegamenti di comunicazione, i computer e gli apparati destinati a regolare la temperatura degli ambienti e delle apparecchiature.

Questi sistemi dovranno operare con la massima continuità possibile. La proposta di Blue Origin si inserisce quindi nella ricerca di infrastrutture rinnovabili capaci di sostenere la presenza umana sulla Luna senza dipendere esclusivamente da generatori nucleari di nuova concezione.

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