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Tecnologia 1 min di lettura4 giorni fa

Luna, la sfida per Shackleton si accende: chi arriva prima

NASA e Cina guardano agli stessi punti del polo sud lunare, dove poche aree potrebbero custodire ghiaccio prezioso per le future missioni.

La corsa verso il polo sud della Luna rischia di trasformarsi in una questione di tempismo. A preoccupare è soprattutto il possibile vantaggio di chi riesce a piazzarsi per primo nelle zone più promettenti, un dettaglio che può cambiare il destino delle prossime missioni spaziali.


Shackleton è il punto più conteso

Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha richiamato l’attenzione su questo scenario durante un evento a Houston. Il suo timore riguarda in particolare Chang’e 7, la missione robotica cinese diretta nell’area del cratere Shackleton.

Il lancio non è più atteso prima dell’inizio del 2027. Secondo Isaacman, proprio questo rinvio potrebbe offrire alla NASA una finestra utile per raggiungere la stessa regione con il lander Blue Moon Mark 1 di Blue Origin e con due sonde, forse già nella primavera del 2027.

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Perché quelle aree valgono così tanto

L’interesse per Shackleton non nasce per caso. Le misurazioni spettrometriche indicano che alcune zone vicine al cratere restano in ombra permanente e potrebbero contenere ghiaccio d’acqua. Una risorsa del genere, ancora da verificare direttamente sul terreno, sarebbe decisiva per sostenere una presenza umana stabile.

Il problema è che gli spazi davvero utili sono pochi. Per questo Chang’e 7 dovrà muoversi con mezzi mobili, compresi rover e un veicolo in grado di saltare, così da mappare il terreno e individuare le aree migliori per l’esplorazione.

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