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Tecnologia 1 min di lettura6 ott

Luna, la corsa al reattore: Washington punta al 2030

NASA e Dipartimento dell’Energia preparano un piccolo impianto a fissione per garantire energia continua alle future attività umane sulla Luna.

La prospettiva di una presenza umana stabile sulla Luna passa anche dalla disponibilità di energia affidabile. Gli Stati Uniti stanno valutando di inviare sul satellite un reattore nucleare entro il 2030, con l’obiettivo di superare i limiti delle fonti legate alla luce solare.


La sfida è avere energia continua

Il progetto nasce dalla collaborazione tra NASA e Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Il dispositivo previsto sarebbe un piccolo reattore a fissione, pensato per fornire elettricità in modo costante alle future attività lunari.

La scelta risponde a un problema preciso: sul nostro satellite l’illuminazione solare non è sempre disponibile e le temperature possono variare in maniera molto intensa. Una fonte nucleare permetterebbe quindi di produrre energia senza dipendere direttamente dall’alternanza della luce e del buio.

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Il nucleare sfida le alternative solari

L’ipotesi arriva mentre si valutano anche soluzioni basate sulle energie rinnovabili. Blue Origin, per esempio, ha presentato un approccio fondato sull’impiego dell’energia solare per alimentare una possibile colonia lunare, ma resta da capire se una o più torri sarebbero sufficienti.

Per questo il reattore a fissione viene considerato una delle opzioni più concrete, anche grazie a una scadenza già indicata: il 2030. La questione, tuttavia, non riguarda soltanto gli Stati Uniti, perché altri Paesi osservano la stessa direzione e la realizzazione del primo impianto potrebbe trasformarsi in una competizione tecnologica per arrivare prima sulla Luna.

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