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Tecnologia 2 min di lettura16 ore fa

Linux, l’intelligenza artificiale genera 948 exploit funzionanti

Una pipeline di OpenAI ha analizzato il kernel e prodotto vulnerabilità locali a costi inferiori rispetto ai premi delle competizioni

OpenAI ha testato un sistema automatizzato sul kernel Linux, ottenendo 948 exploit funzionanti per l’escalation locale dei privilegi. L’esperimento ha esaminato 2.308 potenziali vulnerabilità e ne ha riprodotte dinamicamente 1.724.

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La ricerca automatizzata

La pipeline ha individuato innanzitutto le componenti del kernel considerate più esposte. In seguito ha combinato analisi statiche, verifiche all’interno di macchine virtuali isolate e produzione di prove di fattibilità, valutando anche la possibilità concreta di sfruttare ogni problema.

Dalle vulnerabilità riprodotte sono emerse 291 prove di fattibilità legate a fughe di informazioni. Gli altri 948 casi hanno riguardato vulnerabilità che, in determinate condizioni, potrebbero consentire a un utente locale privo di privilegi amministrativi di ottenere l’accesso root.


Costi e controllo umano

La campagna principale ha richiesto circa 1,2 milioni di dollari in crediti API, con una spesa media vicina ai 1.300 dollari per ciascun exploit di escalation locale. OpenAI ha confrontato il dato con i premi assegnati in passato da competizioni come Pwn2Own e TyphoonPWN: per 948 exploit analoghi, il valore teorico sarebbe compreso tra 19 e 66 milioni di dollari.

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Il sistema utilizza un modello destinato alla sicurezza informatica, ma le decisioni finali sono rimaste ai ricercatori. Sono loro a esaminare i risultati, selezionare le segnalazioni e decidere quali inviare ai responsabili della manutenzione del kernel.


Il secondo test

Un’ulteriore prova si è svolta in un ambiente derivato da kernelCTF, con un numero più ristretto di componenti esposte agli attacchi. In questa sessione sono state prodotte 25 prove di fattibilità per fughe di informazioni e 21 exploit di escalation locale, utilizzando circa 33mila dollari di crediti API.

Secondo OpenAI, almeno dieci tecniche impiegate dagli agenti non erano mai state osservate prima. L’esperimento ha però mostrato anche la velocità della comunità Linux: durante i dieci giorni di analisi, più di 100 vulnerabilità di escalation locale erano già state corrette oppure avevano ricevuto una soluzione in preparazione. Altre 300 circa erano già al centro di discussioni pubbliche tra gli sviluppatori.

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