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Tecnologia 4 min di lettura2 giorni fa

L’energia cerca rinforzi digitali: la sfida di Joseph Perrotta

A 23 anni, il fondatore di Invertix porta in Y Combinator una piattaforma con AI workers pensata per coordinare dati e attività degli impianti rinnovabili

Perrotta ha 23 anni, viene da Viterbo e il 16 settembre 2026 ha portato l’intero gruppo di Invertix negli uffici di Y Combinator a Mountain View. La startup è stata ammessa al batch F26 dopo un colloquio durato appena dieci minuti con David Lieb, già responsabile della nascita di Google Photos. L’obiettivo del progetto è ambizioso: creare colleghi digitali capaci di aiutare chi gestisce gli impianti energetici.


Il vero limite è diventato l’energia

L’idea è maturata dopo un lungo confronto con il settore. Perrotta e Kaan Durmaz hanno contattato oltre 5.000 aziende energetiche e parlato con 500 professionisti, tra operatori di impianto, tecnici e responsabili finanziari di utility attive su centinaia di megawatt. Da quelle conversazioni sono emerse difficoltà operative concrete e anche i primi ricavi del progetto.

La crescita di solare ed eolico sta aumentando il numero di allarmi, documenti, verifiche e interventi da seguire. Le informazioni, però, restano disperse tra sistemi SCADA, software per la manutenzione, strumenti di asset management, previsioni meteorologiche, modelli economici e obblighi normativi. «Il costo dell’intelligenza è, di fatto, un costo energetico: un singolo cluster AI può consumare un gigawatt, più di una centrale nucleare, e quella capacità oggi non esiste», ha spiegato Perrotta.


Da Viterbo alla squadra globale

Il percorso del fondatore non nasce in un laboratorio di intelligenza artificiale. Dopo il liceo classico, Perrotta ha studiato Economia a Bologna, dove ha avviato un’iniziativa universitaria sul venture capital. In seguito è entrato in una startup nelle sue prime fasi, che durante la sua esperienza ha raccolto 12,5 milioni di euro.

Dopo aver lasciato quel percorso, ha attraversato diversi ecosistemi imprenditoriali tra San Francisco, Londra, Berlino e Parigi. La svolta è arrivata con Illegible, fellowship destinata a talenti neurodivergenti e a persone lontane dai cammini professionali più convenzionali. In quel contesto ha conosciuto Durmaz, ricercatore turco trasferito in Germania, impegnato sull’AI safety alla TU Monaco e coinvolto in progetti del MIT sull’intelligenza artificiale applicata alla chimica.

I due sono diventati coinquilini e hanno iniziato a sviluppare prodotti insieme senza un’acceleratrice o un investitore a dettare la direzione. Lavoravano per interesse personale, fino a interrogarsi sul problema capace di giustificare un impegno più grande. La risposta, secondo Perrotta, era nell’energia: la disponibilità energetica condiziona la crescita economica e il settore si trova davanti a un limite strutturale.


Invertix mette ordine nei dati

La conseguenza è stata l’abbandono del master da parte di entrambi. Dopo tre idee accantonate, l’uscita di un cofondatore e una prima bocciatura di Y Combinator, il gruppo ha continuato a modificare il progetto fino a concentrarsi sull’industria energetica. Invertix è stata costituita ufficialmente nel marzo 2026, anche se il lavoro era iniziato molto prima.

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Il team ha preso forma nell’agosto 2025, quando Perrotta e Durmaz hanno pubblicato su LinkedIn un invito a partecipare a una hacker house sulla costa vicino Roma. Le candidature sono arrivate anche da Yale, Harvard e MIT. Terminata quella fase, il gruppo si è trasferito a Monaco di Baviera, dove alcuni membri hanno dormito per terra durante i primi mesi di costruzione.

Grazie a TUM AI, associazione europea dedicata ai talenti dell’intelligenza artificiale e dotata di spazi di lavoro gratuiti, sono entrati nel gruppo Menelaos, Nicole, Nicolas, Simon, Pietro e Vishisht. I primi due hanno portato competenze ingegneristiche, mentre Nicolas ha lasciato la sua prima startup per unirsi al progetto.


Gli AI workers affiancano gli operatori

La piattaforma riunisce in un unico livello i dati che normalmente restano separati. Su questa base agiscono agenti specializzati, chiamati AI workers, in grado di lavorare senza interruzione sulle attività operative di un’azienda energetica.

Un’anomalia rilevata in un impianto siciliano, per esempio, può essere collegata alle conseguenze economiche, trasformata in una segnalazione e assegnata al tecnico disponibile più vicino. Il coordinamento avviene automaticamente, mentre la persona responsabile conserva la supervisione e l’ultima parola.

«I nostri AI workers non operano direttamente sugli asset fisici. Non controllano turbine, non azionano interruttori», ha precisato Perrotta. Il loro compito è raccogliere il quadro complessivo e rendere più rapide e informate le decisioni umane, senza sostituire chi mantiene la responsabilità degli impianti.

Per gli operatori, il cambiamento riguarda soprattutto il modo di lavorare. Invece di passare da decine di applicazioni non comunicanti, possono osservare dati e attività dentro un ambiente comune, dove gli agenti digitali collaborano con il personale. È questa la direzione con cui Invertix si presenta ora davanti a Y Combinator: non un ulteriore software da aggiungere alla lista, ma un sistema progettato per ridurre quella frammentazione.

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