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Tecnologia 2 min di lettura13 ore fa

June Oven spento: cosa resta di un forno AI da 1.495 dollari

La chiusura dell’azienda ha trasformato un apparecchio avanzato in un normale forno elettrico, riaprendo il dibattito sulla fragilità dei prodotti legati al cloud.

Il caso June Oven mostra il lato più fragile degli elettrodomestici intelligenti: quando l’azienda che li gestisce scompare, anche le funzioni più innovative possono svanire. Il forno, progettato da ingegneri con esperienza in Apple, combinava telecamera, sensori e intelligenza artificiale per identificare gli alimenti e adattare automaticamente la cottura.

Dopo l’acquisizione da parte di Weber nel 2021 e l’interruzione della produzione nel 2022, la società è arrivata alla chiusura definitiva. Per chi aveva acquistato il dispositivo, il problema non riguarda soltanto la disponibilità di nuovi esemplari: sono venuti meno anche i servizi digitali che ne sostenevano il funzionamento.


Il forno perde il suo cervello digitale

Gli utenti non possono più contare sull’applicazione, sull’infrastruttura cloud, sul riconoscimento degli alimenti e sugli aggiornamenti del firmware. Anche il supporto tecnico è terminato, lasciando i proprietari senza una rete ufficiale a cui rivolgersi.

In assenza di guasti hardware, June Oven può comunque continuare a riscaldare e cuocere. Tuttavia, senza le componenti online e il software dedicato, il prodotto rischia di comportarsi come un comune forno elettrico, nonostante il prezzo di acquisto pari a 1.495 dollari.

La proprietà aveva preso in considerazione anche la trasformazione del progetto in una piattaforma open source. L’ipotesi è stata poi accantonata a causa delle difficoltà legate ai diritti di proprietà intellettuale, impedendo alla comunità degli utenti di provare a mantenere in vita il sistema.

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Il cloud resta il punto debole

La vicenda non è un’eccezione nel mercato dei dispositivi connessi. Tra i precedenti vengono citati le prime generazioni dei termostati Nest, i robot aspirapolvere Neato e i pulsanti POP realizzati da Logitech: prodotti diventati vulnerabili quando il supporto aziendale o i servizi remoti sono stati interrotti.

Esistono anche casi in cui strumenti come Home Assistant hanno consentito di recuperare alcune funzioni, ma si tratta di soluzioni che non dipendono necessariamente dal produttore e che richiedono competenze tecniche. La possibilità di salvare un dispositivo, quindi, non coincide con una garanzia per tutti gli acquirenti.

Mantenere server, applicazioni e aggiornamenti comporta costi continui. June Oven ricorda che, per un elettrodomestico connesso, il prezzo pagato al momento dell’acquisto non copre soltanto l’hardware: una parte essenziale del valore resta legata alla sopravvivenza dell’azienda e dei suoi servizi digitali.

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