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Tecnologia 4 min di lettura2 ore fa

iPhone Duo, il pieghevole che incanta: il peso del prezzo e dei grammi

Dopo una settimana di prova, il primo pieghevole Apple convince per ingegneria e praticità, ma lascia aperti interrogativi su costo, peso e durata nel tempo.

La chiusura magnetica è uno dei dettagli che rendono iPhone Duo diverso dagli altri telefoni. Quando le due metà si avvicinano, i magneti guidano l’ultimo movimento e producono un suono netto, mentre la chiusura si avverte chiaramente anche al tatto. È un gesto semplice, ma porta nel rapporto con il dispositivo una componente fisica che gli smartphone tradizionali hanno quasi completamente perso.

Durante la settimana trascorsa con il modello in blu ielo notturno, ci siamo ritrovati più volte ad aprirlo e richiuderlo anche senza una necessità precisa. La cerniera, con la sua resistenza calibrata, diventa così parte dell’esperienza d’uso. Resta però una domanda che accompagna ogni pieghevole: quanto potrà mantenere questa precisione dopo anni di utilizzo?

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Il formato cambia l’esperienza

Da chiuso, iPhone Duo ricorda per proporzioni un passaporto: è più ampio e meno slanciato rispetto a un iPhone tradizionale. Una volta aperto, invece, mette a disposizione uno schermo interno da 7,6 pollici, una superficie vicina a quella dell’iPad mini ma racchiusa in un dispositivo che può essere portato in tasca.

Questo passaggio amplia l’esperienza di iOS senza richiedere di portare con sé un tablet separato. Le applicazioni hanno più spazio per la lettura, la scrittura e la gestione dei contenuti, mentre il telefono chiuso conserva dimensioni relativamente contenute. L’ampiezza insolita, tuttavia, richiede qualche giorno per diventare naturale.

La particolare sagoma non dipende soltanto da una scelta estetica. Sul lato della cerniera gli angoli sono squadrati, mentre dalla parte opposta risultano arrotondati. Quando il telefono è aperto, proprio le zone curve finiscono sotto i palmi e rendono più confortevoli le sessioni prolungate, evitando che gli spigoli esercitino una pressione fastidiosa sulle mani.


Sottile, ma non leggero

Con uno spessore di 5,2 millimetri quando è aperto, Duo è l’iPhone più sottile mai prodotto da Apple e supera in questo senso anche iPhone Air. Una volta chiuso, lo spessore naturalmente aumenta fino a superare di alcuni millimetri quello di iPhone 18 Pro Max, ma il telefono continua a risultare gestibile in tasca.

Il compromesso emerge soprattutto sulla bilancia. I 254 grammi dichiarati sono più di quelli di iPhone 18 Pro Max e si fanno sentire quando si fotografa con una sola mano, in particolare tenendo il braccio allungato per un autoritratto. Anche scrivere a lungo con il dispositivo aperto può affaticare, nonostante l’impiego di entrambe le mani.

La struttura in titanio di grado 5, lavorata e lucidata fino a ottenere una superficie quasi specchiata, comunica una sensazione di prodotto di alta gamma. Apple ha rinforzato la zona centrale e ha inserito elementi in fibra ceramica nei punti in cui passano le antenne: secondo le specifiche, questi componenti resistono tre volte più del titanio di grado 5.

Il vetro esterno utilizza Ceramic Shield 2, accreditato di una protezione dai graffi tripla rispetto alla generazione precedente, mentre il retro è rivestito con Ceramic Shield. La certificazione IP68 protegge il dispositivo da acqua e polvere nelle condizioni previste dai test, ma non permette di stabilire come reagirà la cerniera dopo anni di sporco e migliaia di aperture.


La cerniera è il vero banco di prova

Il meccanismo interno comprende più di cento componenti miniaturizzati e sfrutta un sistema a coppia variabile. All’inizio dell’apertura la resistenza è maggiore; superata quella fase, il movimento diventa più progressivo e controllato. Il telefono può inoltre rimanere fermo a diverse angolazioni, senza richiudersi né spalancarsi da solo.

Bracci a camma e rotori accompagnano il movimento dei due pannelli, mentre la cerniera sostiene il loro peso anche quando Duo resta parzialmente piegato. La risposta è precisa e non richiede uno sforzo eccessivo, permettendo di usare il dispositivo senza appoggiarlo.

Apple ha scelto leghe specifiche e trattamenti di indurimento superficiale per limitare l’usura. La cerniera è stata progettata insieme allo schermo interno, con l’obiettivo di ridurre le deformazioni visibili quando il telefono è completamente aperto. In fase produttiva, algoritmi di intelligenza artificiale selezionano inoltre l’abbinamento più accurato tra ciascun meccanismo e la relativa struttura.

Anche la protezione esterna della cerniera rivela la complessità del progetto. Il componente è in titanio di grado 5, prodotto tramite stampa tridimensionale, ed è il più grande elemento realizzato con questa tecnica mai montato su un iPhone. La superficie micro-sabbiata contrasta con la cornice lucida e protegge il sistema meccanico sottostante.


Fascino e dubbi restano insieme

Apple entra nel settore dei telefoni pieghevoli dopo almeno sette anni di evoluzione da parte di Samsung e degli altri produttori. Il risultato conserva quindi il fascino della novità per chi segue la Mela, ma deve anche misurarsi con aspettative elevate sulla robustezza e sulla durata.

Il primo impatto è difficile da ignorare: il dispositivo invita a essere aperto e trasforma un telefono in una superficie vicina a quella di un piccolo tablet. Al tempo stesso, il prezzo di 2.369 euro per la versione base e il peso elevato rendono la scelta meno immediata.

Dopo sette giorni di utilizzo, iPhone Duo appare come un prodotto curato soprattutto nella meccanica e nella sensazione d’uso. La prova quotidiana conferma l’originalità del formato, mentre la resistenza nel lungo periodo resta l’interrogativo più importante per un modello di prima generazione.

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