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Tecnologia 1 min di lettura2 ore fa

Immagini intime false, l’Europa chiude la porta: stop dal 2 dicembre

Le applicazioni che creano contenuti sessuali falsi su persone riconoscibili senza consenso saranno vietate nell’Unione europea, con controlli pronti a scattare.

Dal 2 dicembre nell’Unione europea scatterà il divieto per gli strumenti di intelligenza artificiale utilizzati per fabbricare immagini intime false di persone reali senza il loro consenso. La misura riguarda un fenomeno spesso associato alle applicazioni capaci di rimuovere digitalmente i vestiti, ma il suo perimetro è più ampio.

La Commissione europea ha fatto sapere di essere pronta a intervenire non appena la disposizione diventerà applicabile. Nel frattempo, oltre 100 eurodeputati hanno firmato una lettera per chiedere maggiori precisazioni sulle regole e sulle garanzie previste per le vittime.


Divieto esteso oltre le app dedicate

La norma non colpisce soltanto i programmi sviluppati espressamente per spogliare in modo virtuale una persona. Il divieto comprende tutti i sistemi in grado di generare o alterare immagini, filmati o registrazioni audio riferiti a una persona identificabile, quando il risultato mostra parti intime o situazioni sessualmente esplicite ottenute senza autorizzazione.

In questo modo, l’intervento europeo considera il contenuto prodotto e l’assenza di consenso, non soltanto la funzione dichiarata del servizio. Anche un’applicazione nata per finalità più generiche potrebbe quindi rientrare nelle nuove restrizioni se viene impiegata per creare rappresentazioni sessuali false di individui riconoscibili.

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Bruxelles pronta a far rispettare le regole

L’esecutivo europeo ha ribadito che il rispetto della disposizione sarà richiesto fin dal primo giorno di applicazione. L’obiettivo è impedire la diffusione di contenuti artificiali lesivi della dignità e della privacy delle persone coinvolte.

La lettera sottoscritta dagli eurodeputati punta ora a ottenere indicazioni operative più dettagliate, soprattutto sul modo in cui saranno protette le vittime e su come verranno individuati i servizi non conformi. Le richieste di chiarimento arrivano mentre il nuovo quadro normativo si avvicina alla piena applicazione.

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