Il rumore diventa un segnale: dati trasmessi con 1.000 volte meno energia
Un gruppo di ricercatori di Stanford ha realizzato un sistema che comunica sfruttando il rumore elettrico di fondo invece di generare un segnale radio attivo.
Trasmettere informazioni senza creare un segnale radio attivo potrebbe cambiare il modo in cui funzionano molti dispositivi a basso consumo. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford ha dimostrato che, per comunicare, è possibile utilizzare il rumore elettrico presente nell’ambiente, riducendo fino a 1.000 volte l’energia richiesta rispetto ad alcuni trasmettitori radio convenzionali.
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Una svolta per i dispositivi a batteria
Ogni smartphone, sensore o apparecchio connesso che invia dati deve normalmente impiegare energia per generare e modulare un segnale radio. Questo passaggio è indispensabile nelle comunicazioni senza fili tradizionali, ma diventa un ostacolo quando l’autonomia deve durare mesi o persino anni.
La prospettiva cambia con il sistema sviluppato a Stanford, che non punta a produrre un segnale attivo nel modo consueto. Al contrario, sfrutta il rumore elettrico di fondo, cioè quella componente normalmente considerata un disturbo e che gli ingegneri cercano abitualmente di ridurre o rimuovere.
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Il rumore non è più soltanto un disturbo
La ricerca mostra che il rumore può diventare una risorsa per trasmettere informazioni. Il sistema utilizza infatti le variazioni del fondo elettrico per rendere possibile la comunicazione, evitando di affidarsi interamente alla produzione di un segnale radio dedicato.
Secondo i risultati riportati, questa soluzione potrebbe abbattere il fabbisogno energetico della trasmissione fino a un fattore di 1.000 rispetto ad alcuni apparati radio tradizionali. Per i dispositivi alimentati da batterie di piccole dimensioni, un risparmio di questo tipo potrebbe favorire periodi di funzionamento molto più lunghi.
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