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Tecnologia 1 min di lettura2 ore fa

Il ghiaccio che sfugge agli aerei: il pericolo delle gocce giganti

Alcune gocce d’acqua restano liquide sottozero e, una volta colpito il velivolo, possono formare ghiaccio oltre le zone protette dai sistemi antighiaccio.

Non tutte le nubi presentano lo stesso livello di rischio per un aereo. Esiste una situazione relativamente rara in cui minuscole particelle d’acqua, pur trovandosi a temperature inferiori allo zero, non diventano subito ghiaccio e possono accumularsi in punti del velivolo normalmente meno protetti.

Il fenomeno è noto come formazione di ghiaccio da grandi gocce sopraffuse, indicato anche con la sigla SLD. La sua particolarità dipende soprattutto dalle dimensioni delle gocce: rispetto a quelle considerate abitualmente nella progettazione degli aerei, possono essere molto più grandi.


Quando l’acqua resta liquida sottozero

Le gocce sopraffuse rimangono allo stato liquido anche al di sotto di 0 °C. Il congelamento può avvenire rapidamente quando entrano in contatto con una superficie dell’aereo o con particelle capaci di innescare la cristallizzazione.

In condizioni ordinarie, i velivoli vengono progettati tenendo conto di gocce con diametri indicativamente compresi tra 2 e 100 micrometri. In alcune nubi, però, le particelle possono arrivare a circa 2.000 micrometri, equivalenti a 2 millimetri: una differenza rilevante per il modo in cui l’acqua si distribuisce sulla struttura.

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Perché il ghiaccio può superare le protezioni

Le gocce più grandi non si comportano come quelle di dimensioni ridotte. Quando colpiscono un’ala, un sensore o un’altra parte del velivolo, possono deformarsi, frammentarsi e scorrere verso il retro della superficie prima di solidificarsi.

Il ghiaccio può così depositarsi oltre le aree dotate di riscaldamento o di altri sistemi antighiaccio. Proprio questo spostamento rende il fenomeno insidioso: le protezioni tradizionali sono pensate per intervenire soprattutto nelle zone anteriori, mentre l’accumulo può estendersi a parti che non erano comprese nella protezione principale.

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