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Tecnologia 2 min di lettura5 ore fa

GTA VI, il ricatto di Cyberleek porta dritto alla crypto

Il crollo della memecoin e le richieste rivolte a Rockstar alimentano i dubbi sulla reale portata dei presunti file sottratti.

La pista finanziaria sembra ormai più concreta delle minacce contro Grand Theft Auto VI. La memecoin $CYBERLEEK, collegata al gruppo Cyberleek, ha toccato una capitalizzazione di 7,6 milioni di dollari per poi scendere in poche ore a 5 milioni, mentre appare sempre più difficile il traguardo fissato dagli autori dell’operazione.


La crypto al centro del ricatto

Cyberleek sostiene di poter diffondere una versione completa di Grand Theft Auto VI, inclusa l’intera modalità storia. Prima di procedere, però, il gruppo ha imposto una condizione precisa: la propria criptovaluta, realizzata sulla blockchain Solana, dovrebbe arrivare a 30 milioni di dollari di capitalizzazione.

Questa richiesta ha rafforzato l’ipotesi che l’obiettivo principale non sia soltanto fare pressione su Take-Two Interactive e Rockstar Games. La forte oscillazione del valore della moneta digitale, unita alla precedente vendita di circa 250.000 dollari da parte dei gestori, ha reso l’intera vicenda ancora più sospetta.


Le richieste a Rockstar fanno discutere

Nel corso del fine settimana, Cyberleek ha lanciato un ultimatum alle due società. Il gruppo pretende che venga rivista la decisione di non distribuire una versione fisica del gioco e chiede inoltre delle scuse, senza chiarire con precisione quale dovrebbe esserne il contenuto.

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In caso di mancato accoglimento, la minaccia è pubblicare i presunti file completi del titolo. La richiesta legata alla criptovaluta, tuttavia, sembra avere un peso maggiore rispetto alle altre: senza il raggiungimento della soglia economica indicata, la diffusione della versione integrale non avverrebbe.


Restano dubbi sui file disponibili

Già nelle settimane passate erano emersi movimenti anomali attorno alla valuta digitale. I gestori avrebbero convertito circa 250.000 dollari poco prima della pubblicazione dello speciale su Grand Theft Auto VI realizzato da Netflix, per poi interrompere le proprie attività pubbliche per diverse settimane.

Ora molti osservatori ritengono che la dinamica assomigli sempre più a una truffa. Il crollo della capitalizzazione dopo il picco recente rende improbabile il raggiungimento dei 30 milioni, ma resta ancora da capire quanto sia estesa l’eventuale frode e se Cyberleek possieda davvero una versione completa del gioco oppure stia soltanto sfruttando i timori legati ai suoi presunti accessi.

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