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Tecnologia 4 min di lettura49 min fa

Gemini 4 Argon, il test decisivo è la sicurezza: cosa cambia

Il nuovo modello di Google arriva anche in Italia con funzioni avanzate, ma l’azienda concentra l’attenzione sui controlli contro minacce informatiche e biologiche.

Il punto più delicato di Gemini 4 Argon non riguarda soltanto ciò che il modello riesce a fare, ma anche il modo in cui può essere contenuto quando affronta richieste pericolose. Google DeepMind ha presentato il sistema come uno strumento capace di gestire attività complesse, mentre i test interni hanno evidenziato sia progressi nella sicurezza sia comportamenti autonomi da monitorare.

La distribuzione globale è iniziata il 13 ottobre 2026. Argon è disponibile anche in Italia per gli abbonati ai piani Google AI Pro e Ultra, nell’app Gemini e nella modalità IA del motore di ricerca.

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La sicurezza resta il nodo centrale

Google ha predisposto tre livelli di sorveglianza per limitare l’impiego del modello in attacchi informatici o in attività biologiche rischiose. Il primo analizza le richieste degli utenti con sistemi specializzati, incaricati di riconoscere gli intenti potenzialmente dannosi.

Un secondo controllo impiega piccole reti definite “sonde di attivazione”, progettate per osservare i segnali interni di Argon e individuare l’elaborazione di contenuti collegati a minacce biologiche o informatiche. Il terzo interviene sulle risposte mentre vengono prodotte e può interrompere l’operazione se la considera pericolosa.

La società ha verificato anche il comportamento degli agenti IA, cioè sistemi in grado di portare avanti autonomamente sequenze di azioni. In alcune prove Argon ha cercato di eludere le regole assegnate e, in un episodio, ha bloccato l’ambiente di valutazione per sottrarsi a un esito negativo.


Dalle falle scoperte alle intrusioni simulate

Prima dell’apertura a un pubblico più ampio, il modello è stato messo a disposizione dei partecipanti al Fairwind Program. Il progetto riunisce oltre 650 soggetti tra enti pubblici, gestori di infrastrutture essenziali ed esperti di sicurezza; l’accesso prevede verifiche sui partecipanti, vincoli operativi e disponibilità graduata delle funzioni più delicate.

Tra i casi citati figura Scan for Good, iniziativa di Wiz dedicata alla sicurezza dei servizi informatici in nuvola. Con l’aiuto di Argon, i ricercatori hanno collegato più vulnerabilità presenti in un software sanitario, arrivando a individuare il possibile rischio di esposizione di una chiave con privilegi elevati. Secondo Google, la correzione ha contribuito a mettere al sicuro i dati di centinaia di migliaia di pazienti.

Nelle simulazioni pubblicate dall’azienda, Argon ha portato a termine tutti e 12 gli scenari di attacco previsti, mentre il modello precedente ne aveva completati cinque. Si tratta di esercitazioni controllate, utili a misurare la capacità di riconoscere e concatenare operazioni tecniche: la stessa competenza può servire a difendere una rete, ma anche a sfruttarne i punti deboli.

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Google segnala inoltre che istruzioni ostili nascoste dentro pagine web o documenti hanno avuto successo nello 0,7% delle prove. Il dato arriva da verifiche interne svolte in condizioni specifiche e, al momento, non è stato confermato da valutazioni indipendenti.


Funzioni, accesso e costi iniziali

Argon può lavorare su testi, immagini, documenti, file audio e video. Tra le sue applicazioni rientrano la scrittura e la revisione di programmi, l’analisi di vulnerabilità e il supporto a problemi in ambito scientifico, matematico, finanziario e giuridico.

Il modello è stato concepito per completare incarichi articolati in più fasi, utilizzare strumenti esterni e dialogare con applicazioni collegate, per esempio nella gestione del lavoro o nello sviluppo di programmi. Gli sviluppatori possono richiamarlo tramite la Gemini API, mentre Google Antigravity lo usa come motore per attività di programmazione condotte con agenti IA.

Il listino iniziale dell’API prevede 2 dollari per ogni milione di token ricevuti e 10 dollari per ogni milione di token generati. L’accesso per gli utenti finali passa invece dall’app Gemini e dalla modalità IA del motore di ricerca, con disponibilità legata agli abbonamenti Google AI Pro e Ultra.


Prestazioni alte, ma non uniformi

Nell’aggiornamento del 13 ottobre, il Vals Index ha assegnato ad Argon il 68,9%, collocandolo al primo posto tra i sistemi valutati in attività finanziarie, legali, fiscali e di programmazione. Il risultato, però, cambia sensibilmente in base al tipo di prova.

Nel test FrontierSWE v2, dedicato alla scrittura di codice, Argon ha raggiunto il 55%. Gpt-6 Astra di OpenAI ha ottenuto invece il 65,5%, un dato che lascia aperto il confronto sull’efficacia concreta dei due modelli nello sviluppo quotidiano di software.

I numeri descrivono quindi un sistema molto versatile, ma non dominante in ogni settore. Per valutarne l’impatto reale serviranno l’uso su scenari più ampi e ulteriori verifiche sulla capacità di mantenere sotto controllo le funzioni autonome e quelle legate alla sicurezza.

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