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Tecnologia 2 min di lettura4 giorni fa

Gates avverte sull’AI: lo scenario da un miliardo di vittime

Il fondatore di Microsoft chiede regole più severe e avverte che l’intelligenza artificiale può amplificare minacce informatiche e biologiche.

Un’intelligenza artificiale nelle mani sbagliate potrebbe trasformarsi in uno strumento capace di provocare una catastrofe con un miliardo di vittime. È lo scenario evocato da Bill Gates in alcuni passaggi di un’intervista alla Nbc, la cui trasmissione è prevista per domenica 27 settembre.


L’allarme di Gates va oltre la tecnologia

Secondo il fondatore di Microsoft, la combinazione tra soggetti intenzionati a fare del male e i più recenti sistemi di AI non ha precedenti nella storia delle armi. «Non è mai esistita un’arma potente quanto la combinazione fra individui malintenzionati e gli strumenti recenti dell’AI», ha avvertito Gates.

La sua preoccupazione non riguarda soltanto l’evoluzione tecnica, ma anche il modo in cui la società sta affrontando il cambiamento. In una precedente conversazione con Avvenire, Gates ha spiegato che sarebbe sbagliato pensare che i problemi legati a questa trasformazione si risolvano automaticamente, come spesso si è ritenuto per altre innovazioni. «Ma non è così», ha sottolineato.


La regolazione resta il punto debole

Gates considera possibile costruire sistemi orientati al benessere delle persone, ma ritiene che il percorso sia particolarmente complesso. L’AI, a suo giudizio, ha raggiunto capacità vicine o superiori a quelle umane in diversi ambiti e rappresenta una sfida più ampia rispetto a innovazioni come il personal computer e internet, alle quali ha contribuito.

L’industria tecnologica può contribuire a riconoscere i pericoli, mentre la definizione delle regole dovrebbe spettare alle istituzioni pubbliche. Gates accusa però i governi di non essersi mossi con sufficiente decisione e sostiene di stare usando il peso conquistato nella sua carriera per richiamare l’attenzione sulla necessità di limitare i danni e valorizzare i possibili vantaggi.

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Fermare l’AI non è la soluzione

Per l’ex dirigente Microsoft, interrompere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sarebbe una scelta sbagliata. La tecnologia potrebbe infatti favorire la ricerca di terapie, offrire risposte alla crisi climatica e produrre strumenti di sostegno in numerosi settori.

La priorità indicata da Gates è quindi un’altra: introdurre protezioni solide contro gli utilizzi più pericolosi. Tra i rischi citati figurano gli attacchi informatici e le minacce biologiche, scenari nei quali sistemi avanzati potrebbero aumentare enormemente le capacità operative di singoli individui o gruppi.


Il richiamo della Chiesa

Nell’intervista ad Avvenire, Gates ha anche giudicato utile il coinvolgimento della Chiesa nel confronto sull’intelligenza artificiale. A suo parere, il messaggio del Papa richiama i valori che devono essere salvaguardati senza presentare la tecnologia come un fenomeno esclusivamente negativo.

«Non dice che è tutto terribile, ma che se non custodiamo certe cose potrebbe diventarlo», ha concluso Gates. Il suo appello combina quindi due esigenze: non rinunciare alle applicazioni positive dell’AI e, allo stesso tempo, costruire controlli adeguati prima che i rischi più gravi diventino concreti.

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