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Tecnologia 1 min di lettura6 ott

Frequenze 5G, la svolta dell’Antitrust: rinnovi solo in parte

L’ipotesi di prorogare tutti i diritti d’uso si scontra con la proposta di una gara selettiva, legata alla qualità tecnica delle reti.

La partita sulle frequenze mobili si riapre con una posizione netta dell’Antitrust: il rinnovo integrale sostenuto da AGCOM non sarebbe la soluzione migliore. L’alternativa indicata prevede di confermare soltanto una parte delle assegnazioni e di mettere il resto nuovamente in competizione.


L’Antitrust frena sui rinnovi

AGCOM punta a estendere tutti i diritti d’uso delle frequenze mobili, compresi quelli impiegati per il 5G. L’Autorità garante della concorrenza, invece, ritiene che una proroga generalizzata possa ridurre gli spazi per il confronto tra operatori.

La proposta è quindi articolata su due livelli: rinnovo parziale delle frequenze già assegnate e nuova gara per quelle non confermate. In questo modo, secondo l’impostazione dell’Antitrust, il mercato resterebbe aperto a una possibile riallocazione delle risorse.

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Una gara legata agli investimenti

Il criterio suggerito per la nuova asta non sarebbe quello della semplice offerta economica più alta. A pesare dovrebbero essere soprattutto gli investimenti tecnici e la capacità di migliorare concretamente la qualità della rete.

La selezione, dunque, verrebbe orientata verso gli operatori in grado di garantire interventi infrastrutturali e prestazioni migliori, anziché premiare esclusivamente chi presenta il rilancio più elevato. Il confronto con la proposta di AGCOM resta ora al centro della decisione sul futuro delle frequenze mobili.

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