Ferrari, l’ombra di Horner su Vasseur: il sogno che scuote Maranello
Il manager britannico guarda alla Rossa dopo l’addio alla Red Bull, mentre il rendimento deludente del 2026 aumenta i dubbi sulla guida di Frederic Vasseur.
Il rendimento della Ferrari nel 2026 sta riaprendo il dibattito sulla leadership della squadra. Lewis Hamilton e Charles Leclerc sono fuori dal podio da quattro Gran Premi e il bilancio stagionale si ferma a due successi, arrivati ogni volta in gare concluse da Kimi Antonelli con un problema tecnico.
A rendere ancora più delicata la situazione per Frederic Vasseur ci ha pensato Christian Horner. L’ex numero uno della Red Bull ha lasciato intendere di essere pronto a valutare un approdo a Maranello, proprio mentre la Scuderia fatica a trasformare il nuovo regolamento tecnico nell’atteso rilancio.
Vasseur ora sente il fiato sul collo
La crisi di risultati pesa sulle ambizioni costruite negli ultimi anni. L’introduzione delle nuove regole avrebbe dovuto offrire alla Ferrari una possibilità concreta di tornare al vertice, ma la squadra non ha ancora trovato continuità e i due piloti titolari sono lontani dal podio da quattro appuntamenti.
In questo scenario, le parole di Horner possono aumentare la pressione sul team principal francese. Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno finora sostenuto il lavoro di Vasseur, ma il quadro sportivo resta complicato e il tema di un possibile cambio al vertice è tornato d’attualità.
Horner indica la sua destinazione
Intervistato dal Times, Horner ha spiegato di non voler rientrare necessariamente nel ruolo operativo occupato per oltre due decenni. «Sono sempre stato un semplice dipendente, ho passato 21 anni seduto al muretto e non ho bisogno di tornare a farlo. A questo punto della mia vita, c’è solo un team per cui accetterei di non avere una partecipazione azionaria».
Il riferimento alla Ferrari è apparso evidente. Luca Cordero di Montezemolo, in una recente intervista, aveva indicato nella Rossa la necessità di una figura capace di imporsi con personalità in un ambiente molto competitivo. Horner, per esperienza e profilo mediatico, possiede caratteristiche coerenti con quel tipo di leadership.
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Un curriculum da grande squadra
Durante la sua esperienza alla Red Bull, Horner ha ottenuto 124 vittorie da team principal. Il suo palmarès comprende 6 titoli costruttori, conquistati nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2022 e 2023, oltre a 8 campionati piloti: i primi quattro con Sebastian Vettel e gli altri con Max Verstappen nel 2021, 2022, 2023 e 2024.
Il manager di Leamington Spa ha saputo gestire due differenti ere tecniche, dimostrando qualità nella direzione della squadra e nella comunicazione. Cresciuto in una famiglia legata all’industria automobilistica, ha contribuito a costruire la storia della Red Bull a Milton Keynes prima dell’uscita nel 2025, maturata dopo le polemiche legate allo scandalo sessuale che coinvolse una dipendente.
La sfida personale con Wolff
Horner ha poi evocato anche il duello con Toto Wolff, principale riferimento della Mercedes. «La Ferrari è il marchio più importante della Formula 1. È il sogno. E possiamo dire che sia il gigante addormentato della F1. Sento di avere ancora un altro ballo da ballare. E Toto ha bisogno che gli si arruffino i suoi fott**i capelli».
Dopo più di un anno lontano dalla Red Bull Racing, l’inglese sembra quindi disposto a prendere in considerazione una nuova avventura. In passato la sua richiesta di una partecipazione azionaria appariva incompatibile con l’incarico di team principal Ferrari; oggi, secondo il quadro emerso dall’intervista, quell’ostacolo non sarebbe più decisivo.
La Mercedes di Kimi Antonelli ha dominato il 2026 e la Ferrari dovrà decidere se affidarsi ancora a Vasseur o aprire un nuovo capitolo. Un eventuale arrivo di Horner cambierebbe gli equilibri di Maranello, ma per ora non risultano decisioni ufficiali: le prossime settimane potrebbero chiarire la direzione scelta dalla Scuderia.
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