5.000Lettori online ora
Tecnologia 1 min di lettura3 giorni fa

Feather punta a fare da piattaforma comune per i robot

La startup statunitense prova a ridurre uno dei limiti più concreti della robotica: dare agli sviluppatori un hardware già pronto su cui testare e costruire applicazioni diverse.

La promessa di un robot capace di adattarsi a ogni lavoro, per ora, resta lontana. Feather prova però a spostare il problema un gradino più in basso: invece di aspettare una macchina “onnipotente”, mette in mano agli sviluppatori una base già funzionante da personalizzare.


Un robot già pronto da programmare

Il progetto della startup statunitense ruota attorno a un robot mobile dotato di due bracci. Insieme alla macchina arrivano anche gli strumenti software necessari per programmarla, così da rendere più semplice il passaggio dall’idea al test sul campo.

L’obiettivo, in sostanza, è offrire una piattaforma di partenza che possa essere adattata a compiti diversi. Non si tratta quindi di inseguire un automa capace di fare tutto, ma di costruire un ambiente comune su cui sviluppare applicazioni robotiche.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Perché il confronto con Android

L’analogia con Android serve proprio a spiegare questa impostazione: Feather vuole diventare una base condivisa, sulla quale altri possano innestare i propri progetti. Il punto non è tanto il singolo robot, quanto l’idea di creare uno standard utile a chi lavora nel settore.

Il progetto è stato illustrato dai fondatori in un’intervista a TechCrunch. La soluzione interessa perché affronta un ostacolo pratico molto concreto: oggi, chi sviluppa software per la robotica spesso deve costruire anche la macchina su cui farlo funzionare.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere