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Tecnologia 4 min di lettura2 ott

EA Sports FC 27, gli errori cambiano davvero la partita

Il nuovo capitolo rallenta il gioco offline, rende più imprevedibili contrasti e palloni vaganti e dà nuova vita alla Carriera, pur con diversi equilibri ancora da sistemare.

Al debutto non sono mancati inconvenienti: piccoli malfunzionamenti, problemi nella gestione della rosa e comportamenti insoliti hanno accompagnato le prime ore con EA Sports FC 27. Anche i portieri alternano interventi credibili a reti subite dopo aver scelto, apparentemente, l’animazione meno adatta.

I menu restano affollati e alcune operazioni richiedono ancora troppi passaggi. Sono difetti già familiari nella serie, ma diventano più evidenti in un capitolo che prova a rinnovare diversi sistemi senza averne ancora definito completamente il bilanciamento.


Gli sbagli danno peso al calcio

La novità più percepibile emerge quando una giocata non riesce come previsto. Nel Gameplay Autentico, pensato soprattutto per le partite offline, il pallone non obbedisce sempre in modo impeccabile: un passaggio può terminare leggermente fuori misura, il controllo può allungarsi e persino la squadra gestita dal computer può commettere errori banali.

Il risultato modifica il modo di costruire le azioni. Non tutto è più rapido, lineare e leggibile come in passato; un possesso può interrompersi per un appoggio impreciso oppure trasformarsi in un’occasione improvvisa dopo un rimpallo. EA Sports FC 27 non diventa una simulazione integrale, perché conserva accelerazioni, animazioni spettacolari e ribaltamenti immediati, ma nella Carriera il ritmo appare più lento e soprattutto meno uniforme.

A convincere maggiormente è il comportamento nei duelli. Le spallate, i palloni contesi e le deviazioni restituiscono l’impressione di una lotta più concreta, con recuperi che sembrano sfumati e invece finiscono nuovamente sui piedi di un difensore. La sfera, in certe situazioni, appare meno legata al giocatore e una gamba inserita all’ultimo istante può cambiare completamente lo sviluppo dell’azione.


Difendere richiede più attenzione

Il miglioramento non dipende soltanto dalle animazioni. Il reparto difensivo lascia più responsabilità al giocatore: uscire male con un centrale crea spazio, intervenire in ritardo consente all’avversario di scappare, mentre seguire correttamente l’azione e scegliere l’attimo giusto rende il recupero più gratificante.

All’inizio questa impostazione può sembrare severa, perché riduce alcune protezioni alle quali la serie aveva abituato. Dopo qualche partita, però, contribuisce a dare maggiore personalità al gioco. Resta da controllare la quantità di errore introdotta: un tocco sporco o una palla vagante rendono l’azione più credibile, mentre un errore elementare di un campione o una manovra eccessivamente macchinosa fanno percepire il meccanismo artificiale.

Il multiplayer competitivo segue invece una logica diversa. Qui la velocità resta più alta, i dribbling e le ripartenze contano maggiormente e la comunità ha già iniziato a cercare moduli, combinazioni e soluzioni più efficaci.

Un giudizio definitivo, tuttavia, sarebbe prematuro. Aggiornamenti, correzioni e nuove strategie modificano ogni anno l’equilibrio delle partite, perciò ciò che funziona nelle prime settimane potrebbe non accompagnare l’intera stagione. La scelta più significativa è la separazione tra le esigenze dell’esperienza competitiva e quelle del calcio offline.

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La Carriera torna al centro

La modalità che permette di cogliere meglio questa direzione è la Carriera. Oltre a sfruttare il Gameplay Autentico, presenta sistemi meno statici rispetto alle edizioni precedenti, nei quali le decisioni sulla rosa hanno conseguenze più visibili.

Il Dynamic OVR lega la valutazione generale di un calciatore a forma, morale, condizione e rendimento. Una serie positiva può far crescere il valore del giocatore, mentre un periodo negativo o una lunga permanenza in panchina possono ridurlo. L’idea è semplice, ma rende meno astratta la gestione della squadra.

Non mancano però oscillazioni eccessive. In alcuni casi il valore cambia troppo rapidamente e la gestione della resistenza fisica spinge a ruotare la formazione più spesso del previsto. Sono stati segnalati anche calciatori generati con punteggi iniziali troppo elevati, richieste di trasferimento quasi immediate e difficoltà nel ricevere proposte realistiche per gli elementi messi sul mercato o disponibili in prestito.

Il fatto che le principali criticità riguardino funzioni appena introdotte, anziché modalità rimaste identiche, indica comunque un tentativo di evoluzione. Il punto sarà capire se gli interventi futuri riusciranno a correggere gli eccessi senza cancellare l’imprevedibilità che rende più interessante la Carriera.


The Grounds cerca la sua identità

Tra le aggiunte più evidenti c’è The Grounds, uno spazio condiviso pensato per riunire partite, minigiochi e attività in un ambiente attraversabile insieme ad altri giocatori. L’idea prova a ridurre il peso dei menu e a trasformare una parte dell’esperienza in un luogo da frequentare.

In compagnia può offrire momenti divertenti, soprattutto quando si passa rapidamente da una sfida all’altra. Al momento, però, muoversi nello spazio non garantisce sempre un vantaggio concreto rispetto alla selezione diretta di una modalità. La sua utilità dipenderà dagli eventi, dalle attività e dalle ricompense che Electronic Arts aggiungerà nel corso dell’anno.

Anche Ultimate Team richiederà tempo per essere valutato. Progressione e gestione delle carte sono state ritoccate, ma l’equilibrio della modalità dipende da campagne, mercato, aggiornamenti e cambiamenti continui. Per chi vi trascorrerà centinaia di ore saranno modifiche rilevanti; una prova concentrata soprattutto sulla Carriera non consente invece di stabilire subito quanto il sistema sia riuscito.

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