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Tecnologia 2 min di lettura12 ore fa

Device usati, il tempo costa caro: quasi metà si pente dell’attesa

Smartphone, tablet e computer restano inutilizzati per oltre un anno, mentre molti proprietari ignorano quanto rapidamente possano perdere valore.

Quasi un italiano su due, tra coloro che negli ultimi cinque anni hanno venduto o permutato un dispositivo, pensa di averci rimesso aspettando troppo. Il 49% degli intervistati riconosce infatti di avere lasciato passare tempo prezioso, e il 56% di questo gruppo avrebbe preferito concludere la vendita prima.


Il valore scende mentre il device resta fermo

La ricerca commissionata da Swappie fotografa un comportamento diffuso: gli apparecchi non più utilizzati vengono conservati per molti mesi prima di arrivare sul mercato. In media trascorrono 15 mesi in un cassetto gli smartphone, 14 mesi i tablet e circa 14 mesi e mezzo i laptop.

La consapevolezza del deprezzamento, però, non tiene il passo con la sua rapidità. Il 44% degli italiani non sa stimare quanto possa diminuire il prezzo di un dispositivo oppure tende a sottovalutarne la perdita; appena il 9% considera possibile un calo superiore alla metà del valore iniziale in soli sei mesi.


Perché i vecchi dispositivi restano in casa

A frenare la vendita non è soltanto l’incertezza sul prezzo. Il 21% degli intervistati conserva il dispositivo come soluzione di emergenza, da usare nel caso in cui quello principale abbia problemi, mentre l’11% pensa che le condizioni dell’apparecchio siano ormai troppo deteriorate per ricavarne una somma significativa.

Secondo Elena Garbujo, Country Manager di Swappie Italia, gli utenti spesso tengono i vecchi prodotti immaginando di poterli riutilizzare in futuro oppure perché non avvertono la necessità immediata di venderli. «In questi dieci anni abbiamo osservato da vicino come cambia il valore dei dispositivi nel tempo e quanto spesso le persone sottovalutino questo aspetto», ha commentato.

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Cosa potrebbe accelerare la vendita

La disponibilità di un riferimento economico chiaro sarebbe uno degli stimoli più efficaci. Il 23% degli intervistati indica come elemento decisivo una quotazione di permuta garantita, mentre il 22% vorrebbe conoscere subito il valore del prodotto prima di procedere.

Per il 21%, invece, la priorità è una procedura rapida e poco complessa. La ricerca suggerisce quindi che tempi più brevi e maggiore trasparenza sulla valutazione potrebbero ridurre il periodo in cui smartphone, tablet e computer rimangono inutilizzati.


La piattaforma amplia i dispositivi accettati

I risultati sono stati presentati in occasione dei dieci anni di attività di Swappie. Il servizio, già dedicato a iPhone, iPad e AirPods, da qualche settimana permette anche di vendere MacBook, estendendo l’offerta ai computer Apple.

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