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Tecnologia 1 min di lettura1 ora fa

Deepfake, la mossa di Meloni per blindare la sua voce

La presidente del Consiglio ha chiesto all’EUIPO di tutelare il proprio timbro vocale: la pratica è stata accettata ed è ora sottoposta alla valutazione di un esaminatore.

La voce di Giorgia Meloni potrebbe presto essere protetta come un marchio in tutti i Paesi dell’Unione europea. La presidente del Consiglio ha infatti presentato all’EUIPO una richiesta per registrare il proprio timbro vocale, con l’obiettivo di contrastare l’uso dell’intelligenza artificiale nelle truffe e nelle manipolazioni politiche ed economiche.

L’iter non si è ancora concluso: la domanda ha superato il controllo iniziale sui requisiti minimi ed è stata affidata a un esaminatore. Soltanto al termine della valutazione si potrà stabilire se la registrazione verrà concessa.


La domanda è già sotto esame

La procedura potrebbe offrire a Meloni uno strumento legale ulteriore contro la clonazione della voce e i contenuti falsificati diffusi sul web. In caso di alterazioni realizzate con sistemi di intelligenza artificiale, la tutela del marchio potrebbe sostenere eventuali iniziative per fermare l’impiego illecito del suo timbro.

La premier aveva già richiamato il problema in passato, sottolineando la differenza tra chi dispone di mezzi per difendersi e chi invece è più esposto. «Io posso difendermi, molti altri no», aveva affermato, riferendosi alla crescente diffusione dei contenuti manipolati.

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Come funziona il marchio sonoro

La normativa sulla proprietà intellettuale non riguarda soltanto loghi e immagini. Anche un suono può essere registrato, purché possieda caratteristiche di unicità, riconoscibilità e capacità distintiva: in questo modo il titolare può rivendicarne l’utilizzo nei territori coperti dalla registrazione.

Un caso recente riguarda Luca Ward, noto per aver prestato la voce a Russel Crowe ne Il Gladiatore e a Keanu Reeves in Matrix. A febbraio 2026 il doppiatore ha depositato presso l’EUIPO una richiesta accompagnata da un file in formato mp3 nel quale pronuncia il proprio nome; tre mesi più tardi ha ottenuto il riconoscimento del marchio sonoro, valido in tutta l’Unione europea.

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