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Tecnologia 2 min di lettura4 giorni fa

Dall’AI alla «Super Intelligenza»: Trump racconta il sì di Xi

Il presidente americano rilancia il nuovo nome per l’intelligenza artificiale dopo il vertice con Xi, mentre una cena alla Casa Bianca celebra il disgelo tra Washington e Pechino.

La parte più scenografica della visita di Xi Jinping negli Stati Uniti è andata in scena alla Casa Bianca, tra un dono dal forte valore simbolico, un brindisi ispirato alla storia diplomatica e una tavola affollata dai protagonisti della tecnologia americana. Sullo sfondo del vertice, Donald Trump ha poi rilanciato la sua idea di sostituire l’espressione «Intelligenza Artificiale» con «Super Intelligenza».


Una cena tra simboli e grandi nomi

Durante il ricevimento nella East Room, Trump ha consegnato a Xi Jinping una scultura che raffigura l’aquila calva, emblema degli Stati Uniti. Il presidente americano ha auspicato che l’opera potesse essere collocata in un luogo prestigioso a Pechino e, rivolgendosi agli invitati, ha ricordato il legame storico tra i due Paesi: «Stasera i nostri Paesi celebrano la loro lunga storia».

Tra i commensali figuravano Elon Musk, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, Jensen Huang, Sam Altman, Satya Nadella e Sundar Pichai. Il menu prevedeva anche il Blanc de Noirs di Schramsberg, scelto per richiamare il brindisi del 1972 tra Richard Nixon e Zhou Enlai, avvenuto durante la missione che contribuì a riavvicinare Washington e Pechino.


Il nuovo nome pensato per l’AI

Il tema dell’intelligenza artificiale era già comparso in un precedente intervento di Trump all’Assemblea generale dell’Onu. Dopo il colloquio con Xi, il presidente statunitense ha sostenuto che anche il leader cinese avrebbe accolto con favore l’idea di chiamare la tecnologia «Super Intelligenza», definizione che Trump considera più precisa e significativa.

La sicurezza dei sistemi di AI era stata inoltre indicata da Washington come possibile terreno per un confronto diretto con Pechino. Il dossier si è aggiunto ad argomenti come gli scambi commerciali, le terre rare e Taiwan, tutti affrontati nel corso della visita.

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Il vertice prova a cambiare tono

L’incontro del 24 settembre si è svolto in un’atmosfera meno aspra rispetto alle fasi più difficili delle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Trump ha definito il colloquio «molto produttivo» e ha scritto su Truth che tra le due potenze «accadranno cose straordinarie».

Xi, intervenendo alla cena di Stato, ha parlato di «scambi sinceri e approfonditi» e ha riferito di progressi su più questioni. Il presidente cinese ha inoltre invitato Washington e Pechino a costruire «un nuovo modello di convivenza tra grandi nazioni».


Il finale tra lavori e Casa Bianca

Dopo il ricevimento, Trump ha accompagnato Xi, Peng Liyuan e gli altri presenti nell’area interessata dai lavori per il nuovo salone della Casa Bianca. Il presidente americano ha spiegato che si trattava dei primi visitatori autorizzati a vedere lo spazio ancora in trasformazione.

Di fronte al cantiere, Trump ha descritto l’ambiente come «bello, pulito e scintillante». La visita si è così conclusa con un’ulteriore anticipazione del progetto edilizio, dopo una serata costruita per combinare diplomazia, tecnologia e riferimenti alla storia dei rapporti bilaterali.

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