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Tecnologia 2 min di lettura5 giorni fa

Daikin, la svolta per gli impianti che restano accesi a lungo: ecco cosa cambia

La nuova Ururu Sarara X punta sulle abitazioni molto isolate: un compressore più efficiente, la funzione Heat Boost Control e nove modelli per superfici tra 10 e 45 m2.

Quando il fabbisogno si abbassa, la partita per le pompe di calore si gioca sull’efficienza ai regimi minimi. È su questo terreno che Daikin ha presentato in Giappone la nuova generazione Ururu Sarara X, pensata soprattutto per case ben isolate e molto ermetiche, dove l’impianto può lavorare a lungo senza spingere al massimo.

La gamma introduce un compressore di piccole dimensioni ma ad alta efficienza, studiato per rendere meglio proprio nelle fasi di richiesta termica ridotta. Secondo l’azienda, questa scelta aiuta anche a contenere le dispersioni legate ai continui arresti e riavvii del compressore.


Il focus è sul funzionamento al minimo

Il nuovo sistema resta su refrigerante R32, con GWP pari a 675, e arriva in nove varianti. Le unità sono destinate ad ambienti compresi tra circa 10 e 45 m2, quindi a una platea residenziale piuttosto ampia.

Il punto centrale, però, è il comportamento quando la casa ha già raggiunto la temperatura impostata. In queste condizioni l’impianto tende a operare a basso carico, ed è proprio lì che Daikin ha concentrato il lavoro sulla nuova architettura della macchina.

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Il riscaldamento accelera in pochi minuti

Sul fronte della climatizzazione invernale debutta anche Heat Boost Control. La funzione si attiva con temperature esterne pari o inferiori a 2 °C e interviene aumentando sia la capacità termica sia la portata d’aria.

Nei test interni dell’azienda, condotti su un modello da 4 kW, la temperatura interna è salita da 10 a 22 °C in circa 14 minuti. Con la generazione precedente, nello stesso scenario, servivano 18 minuti: il tempo si riduce quindi di circa il 20%.

Sempre nelle prove effettuate da Daikin, l’area del pavimento portata ad almeno 22 °C sarebbe risultata circa 1,2 volte più ampia. È questo il dato che l’azienda usa per descrivere un riscaldamento più rapido e più esteso nelle condizioni di avvio a freddo.

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