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Tecnologia 2 min di lettura4 giorni fa

Conto corrente, il trucco dell’Atm che può svuotarlo: come evitarlo

Dai falsi messaggi alle chiamate generate dall’Intelligenza Artificiale, cinque accorgimenti aiutano a ridurre il rischio di perdere denaro.

Se vendete un oggetto online e l’acquirente vi invita a usare un Bancomat per incassare, interrompete subito la procedura. Dietro la promessa di un pagamento immediato può nascondersi un raggiro: seguendo le istruzioni e digitando determinati codici, si rischia di trasferire denaro sulla carta del truffatore.


L’Atm è il nuovo bersaglio

Una protezione importante consiste nel controllare che sul conto sia operativa l’Autenticazione Forte, cioè la verifica doppia dell’identità attraverso strumenti come impronta digitale, OTP e password. Si tratta della principale misura di sicurezza prevista dalla normativa per confermare le operazioni bancarie.

Il pericolo, però, non arriva soltanto dagli sportelli automatici. In base a una ricerca realizzata per Facile.it da mUp Research, nell’ultimo anno 1,8 milioni di italiani hanno affrontato tentativi di frode sul conto, con perdite complessive superiori a 1,1 miliardi di euro.


Messaggi e telefonate sempre più credibili

Tra i canali più sfruttati figurano le e-mail contraffatte, che rappresentano il 36% dei casi, e gli SMS fraudolenti, pari al 34,4%. Seguono le telefonate ingannevoli, con il 28,8%, i portali copiati, al 16%, e i contatti avviati tramite WhatsApp o Telegram, all’11,2%.

L’Intelligenza Artificiale rende questi tentativi più difficili da riconoscere. I criminali possono servirsi di programmi capaci di riprodurre la voce di un familiare o di un addetto della banca, rendendo plausibile anche una richiesta apparentemente urgente.


Chi rischia di più oggi

I dati non confermano l’idea che le vittime siano soprattutto anziane. La quota media nazionale è del 4,3%, ma raggiunge il 5,1% tra le persone dai 25 ai 34 anni e arriva al 6,2% nella fascia compresa tra 35 e 44 anni. L’uso frequente di smartphone e home banking aumenta infatti le occasioni di esposizione.

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Un ulteriore problema riguarda le denunce: il 32,8% delle persone coinvolte non si rivolge alle autorità. Tra queste, il 46,3% considera la somma persa troppo contenuta per affrontare la procedura, mentre il 14,6% rinuncia per imbarazzo o per il timore di essere apparso poco prudente.


Cinque mosse per proteggersi

La prima regola è diffidare delle richieste ricevute via e-mail o SMS: gli istituti di credito non domandano attraverso questi canali credenziali, PIN o password. Un messaggio sospetto non va seguito e deve essere eliminato.

Conviene poi attivare gli avvisi automatici della banca, tramite SMS o applicazione. Le notifiche permettono di accorgersi rapidamente dei movimenti e, in presenza di un’operazione anomala, di intervenire con maggiore tempestività.

Prima di autorizzare un pagamento bisogna inoltre verificare chi sta contattando e da quale sito proviene la richiesta. È preferibile richiamare un’azienda o un parente utilizzando un numero ufficiale; per i portali online occorre controllare l’indirizzo e la presenza di “Https”. Le operazioni sensibili andrebbero svolte su rete domestica o mobile, non su connessioni pubbliche, dove i dati potrebbero essere intercettati.

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