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Claude Code, Anthropic corregge i filtri sui videogiochi

Anthropic ha modificato le regole di Claude Code sui videogiochi esistenti.

Anthropic ha modificato le regole di Claude Code sui videogiochi esistenti. L’aggiornamento è arrivato dopo che il sistema aveva respinto anche richieste prive dell’intenzione di copiare un titolo.

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La nuova regola per i giochi

Con la versione 2.1.317, l’utente può indicare un videogioco come riferimento per chiedere un prodotto originale appartenente allo stesso genere. Claude dovrebbe quindi usare il nome citato per comprendere le meccaniche desiderate, senza riprodurre elementi protetti.

Se invece la richiesta punta a ottenere una copia riconoscibile dell’opera originale, il modello dovrebbe rifiutare il procedimento e proporre un’alternativa soltanto simile. La modifica riguarda dunque il modo in cui viene interpretato il riferimento al gioco, non il divieto di violare la proprietà intellettuale.


Perché Anthropic è intervenuta

A fine ottobre Addy Osmani, responsabile di Claude Code, aveva spiegato su X che nelle istruzioni interne di Opus 5.5 erano state inserite due indicazioni aggiuntive contro le violazioni del diritto d’autore. Il divieto era già previsto dalle regole d’uso del servizio.

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L’applicazione automatica di quelle indicazioni aveva però coinvolto anche richieste in cui il videogioco veniva nominato soltanto per descrivere il tipo di esperienza, le dinamiche o il genere da riprodurre in forma indipendente.


Le critiche sull’addestramento

Nei commenti alla comunicazione di Anthropic, alcuni utenti hanno contestato la posizione dell’azienda. Secondo loro, i modelli sarebbero stati addestrati anche utilizzando codice appartenente ad altri, senza che i titolari avessero potuto autorizzarne l’impiego o opporsi.

La critica mette a confronto il rigore applicato alle richieste degli utenti con le modalità di raccolta dei materiali usati per addestrare i sistemi. Nel testo disponibile non viene indicata una risposta di Anthropic a questa contestazione.

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