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Tecnologia 2 min di lettura23 set

Bollo auto arretrato, cinque Regioni aprono il condono: cosa si paga davvero

In Campania, Lazio, Basilicata, Puglia e Umbria parte una riduzione che elimina sanzioni e interessi sui vecchi bolli, ma il beneficio resta legato alla singola delibera regionale e a scadenze precise.

Chi ha vecchie cartelle del bollo auto può trovare un conto molto più leggero, ma solo in alcune aree del Paese: la misura toglie di mezzo penali e interessi, lasciando da versare il tributo originario e poche spese di notifica.


Cinque Regioni hanno dato l'ok

La possibilità è stata attivata, per ora, in Campania, Lazio, Basilicata, Puglia e Umbria. L’agevolazione riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023: in pratica, resta dovuta la tassa base, mentre vengono cancellati gli oneri aggiuntivi accumulati nel tempo.


Tutto passa dal portale online

Le richieste non potranno essere presentate allo sportello: la procedura si svolgerà soltanto via web. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione diffonderà le istruzioni operative entro il 15 ottobre 2026 e, entro la stessa data, renderà disponibile nell’area riservata del sito il servizio per controllare quali ruoli rientrano nella definizione.

Le domande andranno inoltrate dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Dopo la chiusura della finestra, l’ente ricalcolerà gli importi e comunicherà al contribuente la cifra aggiornata entro il 28 febbraio 2027.

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Pagamento unico o fino a 54 rate

Una volta ricevuto l’esito, il cittadino potrà scegliere se chiudere tutto in un’unica soluzione oppure dilazionare. Nel primo caso il pagamento dovrà arrivare entro il 31 marzo 2027; nel secondo, il debito potrà essere suddiviso in 54 rate bimestrali di uguale importo, con un minimo di 100 euro per ciascuna rata. Sulle somme rateizzate scatterà un interesse annuo del 3% dal 1° aprile 2027.


Fuori da queste Regioni niente automatismi

Al di fuori dei territori che hanno approvato la delibera, la sanatoria non produce effetti. La normativa, però, lascia alle amministrazioni locali la possibilità di adottare regole proprie sui crediti di loro competenza. In questo quadro la Sicilia si è già mossa da sola con lo Straccia Bollo, che copre i ruoli dal 2016 al 2024 e include anche la tassa del 2025.

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