Argotec raccoglie 50 milioni e punta ai satelliti autonomi
NUO Space entra nel capitale: risorse destinate a produzione, Stati Uniti e sistemi capaci di elaborare dati in orbita
Argotec ha raccolto 50 milioni di euro con un aumento di capitale sottoscritto interamente da NUO Space. La società torinese userà le risorse per aumentare la produzione, rafforzare la presenza negli Stati Uniti e sviluppare satelliti capaci di elaborare informazioni senza dipendere subito dalla Terra.
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L’investimento di NUO Space
L’operazione segna l’ingresso di NUO nel capitale di Argotec, azienda fondata nel 2008 da David Avino e finora cresciuta reinvestendo gli utili nella ricerca. La holding milanese, guidata da Tommaso Paoli e nata nel 2016, ha partecipazioni anche in Venchi, Slowear e Montura.
Paoli ha spiegato che NUO conosce Avino e il suo gruppo da diversi anni. L’obiettivo dichiarato è accompagnare imprese italiane ad alto contenuto tecnologico verso una dimensione internazionale, come già avvenuto con Bending Spoons, tra le prime società sostenute dalla holding.
Avino considera l’operazione iniziale di un percorso più ampio. Il fondatore ha anticipato l’arrivo di un altro aumento di capitale, di valore superiore, insieme a nuove collaborazioni industriali: secondo la sua valutazione, diversi fondi stanno già osservando l’azienda dopo anni di bilanci positivi.
La spinta verso l’autonomia europea
La crescita di Argotec si lega anche alle nuove esigenze di sicurezza e difesa emerse dopo il 2022. Per Avino, l’Europa deve ridurre la dipendenza da singoli operatori privati nei collegamenti spaziali e nei lanci.
«L'Europa non può svegliarsi all'improvviso e scoprire che c'è un solo privato, Elon Musk, a controllare da solo le telecomunicazioni globali e i vettori di lancio», ha detto il fondatore. La collaborazione con Rheinmetall Italia rientra in questa strategia: il 1° ottobre è stato lanciato il primo satellite destinato alla sorveglianza militare e alla difesa aerea, con l’obiettivo di arrivare a una costellazione al 2028.
Più satelliti prodotti in Europa
Argotec ha aperto il proprio stabilimento di San Mauro Torinese nel 2024. Le linee presenti nella struttura consentono oggi di assemblare 52 satelliti ogni anno; il piano prevede di raggiungere quota 80, concentrandosi su veicoli compresi tra 30 e 350 chili.
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L’impianto copre tutte le fasi principali, dalla lavorazione dell’alluminio fino al satellite pronto. Dopo il lancio, effettuato anche con vettori di SpaceX, l’azienda completa negli Stati Uniti il rifornimento di propellente e l’integrazione sul lanciatore; il controllo della costellazione avviene poi dalla sala operativa torinese.
Software e dati elaborati in orbita
La società sta puntando su satelliti cooperanti dotati di elaborazione direttamente nello spazio. Argotec ha già 15 o 16 satelliti in orbita equipaggiati con un secondo computer, utilizzato per eseguire algoritmi intelligenti.
«Tra qualche anno l'hardware dei satelliti sarà quasi una commodity. La vera differenza la farà la "testa", cioè il software che ci gira sopra», ha affermato Avino. Analizzare le immagini a bordo permetterebbe di segnalare in pochi secondi incendi o frane, evitando di occupare le bande di trasmissione verso le stazioni terrestri; lo stesso principio può essere applicato alla sorveglianza delle coste e dei confini.
Personale e attività negli Stati Uniti
Argotec impiega circa 350 persone tra Italia e Stati Uniti e ha più di 60 posizioni aperte. L’età media del gruppo è inferiore a 33 anni, mentre nel settore ingegneristico scende a 29; il fondatore ha ricordato che molti di questi professionisti hanno già seguito progetti arrivati nello spazio.
In Florida, a Melbourne, l’azienda guida per la NASA lo sviluppo di MiniCOR, un CubeSat da 32 chili destinato allo studio delle tempeste solari. Il progetto utilizza una piattaforma 12U HAWK Lite e strumenti realizzati con Johns Hopkins APL e Naval Research Laboratory; ha già superato la revisione critica del progetto.
La sede californiana, aperta alla fine del 2023, è invece dedicata soprattutto alle telecomunicazioni. Qui Argotec sta lavorando a un trasponditore per lo spazio profondo, destinato a operare a decine di milioni di chilometri, in direzione della Luna e di Marte, su richiesta del Giappone agli Stati Uniti. Una parte dei 50 milioni finanzierà l’aumento della produzione del componente tra Italia e California.
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