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Tecnologia 1 min di lettura8 ore fa

Antartide, il picco del 2026 tra i tre più bassi mai registrati

La banchisa antartica ha raggiunto a settembre 17,59 milioni di chilometri quadrati, confermando una fase di estensioni invernali insolitamente contenute.

Il massimo stagionale della banchisa antartica si è fermato a 17,59 milioni di chilometri quadrati: una superficie enorme in termini assoluti, ma tra le più ridotte dall’avvio del monitoraggio satellitare. Nel 2026 il valore raggiunto rappresenta infatti il terzo picco invernale più basso della serie storica.


Un inverno ai livelli più contenuti

La stima arriva da NASA e dal National Snow and Ice Data Center (NSIDC), che hanno collocato il culmine dell’estensione attorno al 14 settembre. La data è indicata con una certa prudenza, poiché il dato viene definito come il massimo stagionale più probabile.

Il risultato assume rilievo se confrontato con la normale dinamica annuale dell’area. Durante l’inverno australe il ghiaccio si espande attorno al continente, per poi arretrare quando arriva la primavera nell’emisfero meridionale.

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Il confronto con la serie satellitare

Le osservazioni dallo spazio seguono questo ciclo dal 1978 e consentono di mettere a paragone i diversi massimi stagionali. Proprio questa prospettiva storica colloca il 2026 in una posizione anomala, con un’estensione nettamente lontana dai valori più elevati registrati negli anni precedenti.

Il dato non descrive la superficie dell’intero continente antartico, bensì quella del ghiaccio marino che lo circonda. La banchisa, quindi, ha raggiunto il suo punto più ampio dell’anno a settembre, ma il livello misurato resta il terzo più basso dall’inizio della raccolta satellitare.

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