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Tecnologia 2 min di lettura2 ott

Android, il nuovo filtro anti-malware debutta in 4 Paesi: cosa cambia

Google introduce la registrazione obbligatoria per le app distribuite dagli store aderenti, lasciando comunque attive le installazioni manuali con controlli aggiuntivi.

Il nuovo sistema di verifica degli sviluppatori Android nasce con un obiettivo preciso: rendere più difficile la diffusione di applicazioni dannose attraverso identità anonime o difficili da ricondurre a una persona. Secondo Google, le fonti usate per installare applicazioni manualmente hanno mostrato una presenza di malware oltre 90 volte superiore rispetto a Google Play.


Il debutto parte da quattro Paesi

Dal 30 settembre 2026 le nuove regole sono entrate nella prima fase operativa in Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia. Il requisito vale sugli store che partecipano al programma e sui dispositivi Android certificati: per essere installata o aggiornata tramite questi canali, un'app deve risultare associata a uno sviluppatore sottoposto a verifica.

Tra le piattaforme coinvolte figurano Google Play, HONOR App Market, OPPO App Market, Galaxy Store, Palm Store, V-Appstore e Xiaomi GetApps. L'estensione al resto del mondo comincerà nel 2027 e riguarderà progressivamente i dispositivi Android certificati.

Per il momento, il vincolo non interessa le applicazioni distribuite direttamente tramite file APK né quelle pubblicate su negozi non inclusi nell'iniziativa. Gli utenti che utilizzano normalmente Google Play o gli altri canali aderenti dovrebbero quindi notare cambiamenti limitati nell'esperienza quotidiana.


Il sideloading non viene bloccato

Google non intende eliminare la possibilità di installare programmi al di fuori degli store autorizzati. Gli utenti più esperti potranno continuare a ricorrere ad ADB oppure alla nuova procedura avanzata, che richiede passaggi supplementari prima di autorizzare l'installazione di un'app non registrata.

La verifica punta soprattutto a impedire che chi viene individuato mentre distribuisce software malevolo possa cambiare identità e tornare rapidamente a pubblicare nuove applicazioni. Il sistema Android Developer Verifier, introdotto nel 2026, controllerà se un'app è registrata e collegata a uno sviluppatore verificato.

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Come cambia il lavoro degli sviluppatori

Le operazioni di verifica sono già disponibili attraverso Play Console e Android Developer Console. Chi pubblica su Google Play e ha già completato i controlli richiesti dispone generalmente di un'identità verificata; per le applicazioni idonee, la registrazione viene effettuata in automatico.

Dalla Play Console è possibile inserire nell'elenco anche programmi distribuiti al di fuori di Google Play. Gli sviluppatori che usano soltanto canali alternativi possono invece svolgere la procedura e gestire le registrazioni tramite Android Developer Console.

Lo stato dell'applicazione è visibile anche in Android Studio. Quando viene creato un App Bundle o un APK firmato, l'ambiente di sviluppo mostra direttamente se il programma risulta registrato.


Previsto un percorso per i progetti piccoli

Google ha predisposto una modalità dedicata a studenti, appassionati e iniziative personali. Gli account con distribuzione limitata non hanno costi, non richiedono un documento d'identità e permettono di condividere le applicazioni con un massimo di 20 dispositivi.

Questa opzione consente di utilizzare il nuovo sistema anche per progetti che non hanno una distribuzione commerciale ampia. Per gli sviluppatori professionali resta invece necessario completare la verifica prevista e associare le applicazioni ai propri dati registrati.

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