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Tecnologia 1 min di lettura50 min fa

Altman avverte: l’IA farà danni, ma fermarla non conviene

Il capo di OpenAI invita ad accettare una quota di rischio mentre negli Stati Uniti il confronto sull’intelligenza artificiale cambia rapidamente direzione.

Il confronto sull’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto la potenza dei modelli. La questione centrale è diventata il prezzo che la società sarebbe disposta a pagare per ottenere i possibili vantaggi di questa tecnologia.

Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha preso una posizione netta durante il podcast Decoded di Politico. A suo giudizio, nel percorso di sviluppo dell’intelligenza artificiale alcune conseguenze negative saranno difficili da evitare, ma questo non dovrebbe necessariamente spingere il mondo a rinunciare ai benefici attesi.


Il rischio entra al centro del dibattito

Negli ultimi mesi il tema è stato affrontato da esponenti con posizioni diverse, tra cui Dario Amodei e Bill Gates. Anche Donald Trump si è inserito nella discussione, arrivando a modificare il nome utilizzato negli Stati Uniti per indicare l’intelligenza artificiale.

Il passaggio segna uno spostamento del dibattito: dalla domanda su quanto potranno diventare avanzati i sistemi si è passati a quella sui rischi che sarà accettabile sostenere. È proprio su questo equilibrio tra possibili danni e opportunità che Altman ha concentrato il suo intervento.

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Altman accetta una quota di danni

Nel corso della conversazione, il dirigente di OpenAI ha sostenuto che il mondo dovrebbe mettere in conto la possibilità che accadano «alcune cose brutte» durante l’evoluzione dell’intelligenza artificiale. La frase non esclude l’esistenza di problemi, ma presenta il rischio come una componente da valutare insieme ai risultati positivi promessi dalla tecnologia.

Negli Stati Uniti, intanto, l’intelligenza artificiale viene indicata anche con la sigla SI, cioè Superintelligenza. La scelta riflette il tentativo di rendere il concetto più comprensibile e accettabile, mentre il confronto pubblico si concentra sempre di più sulle conseguenze concrete del suo sviluppo.

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