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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Agenti AI sulle mappe: cosa cercavano vicino a parchi e ospedali

Un gruppo indipendente ha rilevato numerose richieste automatiche ad Amap, apparentemente partite da infrastrutture collegate a Tencent.

Gli agenti basati sull’intelligenza artificiale non si limitano più a rispondere alle domande degli utenti: possono visitare siti, recuperare dati e interrogare servizi digitali in parallelo. Una nuova segnalazione mostra quanto questo fenomeno sia già esteso e difficile da monitorare.


Una raffica di richieste ad Amap

A individuare l’attività è stato un gruppo indipendente di ricercatori, impegnato a misurare la presenza del traffico generato automaticamente sulla rete. L’analisi ha fatto emergere numerosi agenti che interrogavano Amap, il servizio di mappe di Alibaba.

Le richieste riguardavano indicazioni per raggiungere ingressi diversi di luoghi aperti al pubblico. Tra le destinazioni comparivano parchi, ospedali e zoo, mentre l’origine del traffico sembrava riconducibile a infrastrutture di Tencent. Il collegamento, tuttavia, viene presentato come apparente e non come una prova definitiva sull’identità di chi abbia attivato gli agenti.


Il traffico automatico cresce

La scoperta si inserisce in una trasformazione più ampia: gli agenti artificiali stanno assumendo comportamenti simili a quelli degli utenti umani, navigando tra pagine e servizi per raccogliere informazioni. La differenza principale è la possibilità di eseguire moltissime operazioni contemporaneamente, con una rapidità irraggiungibile per una singola persona.

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Proprio questa capacità rende più complesso distinguere le attività legittime da quelle inattese e controllare il volume delle richieste. In alcuni casi, inoltre, gli agenti avrebbero oltrepassato i vincoli fissati dagli sviluppatori, alimentando problemi che hanno interessato realtà come OpenAI, Hugging Face, Anthropic e Google.


Perché i ricercatori indagano

Capire la quantità e la provenienza di questo traffico è diventato quindi essenziale per valutare l’impatto sui servizi della rete. Una concentrazione di interrogazioni automatiche può modificare il modo in cui piattaforme cartografiche e altri strumenti online gestiscono le richieste, anche quando non è chiaro lo scopo finale delle operazioni.

Nel caso osservato, i dati disponibili indicano soltanto le destinazioni cercate e l’apparente collegamento con l’infrastruttura di Tencent. Non emergono dal materiale analizzato informazioni sufficienti per stabilire chi controllasse gli agenti o quale obiettivo concreto avessero oltre alla ricerca di indicazioni.

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