1.412notizie oggi
Tecnologia 2 min di lettura13 ott

A 10.438 metri senza pallone: la sfida del drone Strato

Meteomatics porta un multicottero nella fascia dell’atmosfera meno osservata per raccogliere dati utili alle previsioni meteorologiche.

Raggiungere oltre 10 chilometri di quota con un drone significa poter osservare direttamente una parte dell’atmosfera che, tra un lancio e l’altro dei palloni meteorologici, resta spesso poco controllata. È l’obiettivo di Strato, il multicottero realizzato dalla società svizzera Meteomatics, arrivato durante un test a 10.438 metri.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Il limite dei palloni meteorologici

I palloni utilizzati per le rilevazioni atmosferiche forniscono informazioni preziose, ma non possono essere guidati con precisione dopo il lancio. Il vento li trascina lungo traiettorie variabili, rendendo difficile scegliere il punto esatto in cui effettuare le misurazioni.

Un drone concepito per operare a grande altezza potrebbe invece essere inviato nella zona desiderata e poi fatto rientrare. La possibilità di controllarne il percorso consentirebbe di intervenire in modo più mirato, soprattutto nelle aree dove i dati disponibili non sono sufficienti.


Strato misura l’atmosfera in volo

Durante la salita e la discesa, Strato raccoglie informazioni su temperatura, umidità, pressione atmosferica e velocità del vento. Questi parametri aiutano a descrivere le condizioni presenti ai diversi livelli dell’atmosfera, fino alla quota raggiunta dagli aerei di linea.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Le previsioni del tempo dipendono anche dalla quantità e dall’accuratezza delle osservazioni disponibili. I satelliti e le stazioni al suolo producono già grandi volumi di dati, ma non riescono a monitorare ogni area e ogni fascia di quota con la stessa continuità.


Una quota ancora da esplorare

Il risultato comunicato da Meteomatics, pari a 10.438 metri, rappresenta quindi un traguardo rilevante per il progetto. La società lo presenta come un possibile primato, anche se non sono disponibili elementi sufficienti per verificarlo in modo indipendente.

Il valore principale dell’esperimento riguarda la possibilità di integrare le rilevazioni dei droni con quelle già fornite da palloni, satelliti e strumenti terrestri. In questo modo, Strato punta a ridurre i vuoti informativi nell’atmosfera e a fornire osservazioni più precise per l’elaborazione delle previsioni meteorologiche.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere