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Sport 3 min di lettura7 ore fa

Zaniolo, doppia sfida: rinascere all’Udinese e conquistare il Mondiale

L’attaccante ripercorre gli anni alla Roma, racconta l’evoluzione del proprio ruolo e indica nella Nazionale il traguardo più importante della sua carriera.

Gian Piero Gasperini gli ha lasciato un’impressione netta: per Nicolò Zaniolo è un tecnico capace di incidere profondamente sui giocatori e di spingerli oltre i propri limiti. L’attaccante, oggi legato all’Udinese, ha parlato anche del rapporto con l’allenatore durante l’esperienza all’Atalanta e del momento della Roma.

Secondo Zaniolo, la squadra giallorossa può puntare in alto sotto la guida di Gasperini. «È un allenatore incredibile. Riesce a tirar fuori il 120% da ogni giocatore, ti fa volare fisicamente e mentalmente», ha raccontato, ricordando però di essere arrivato a Bergamo dopo un problema al quinto metatarso che gli aveva impedito di assecondare completamente le richieste del tecnico.


Roma, ricordi forti e qualche rimpianto

L’esperienza nella capitale resta una delle tappe più significative della sua vita, nonostante la conclusione del rapporto sia stata complicata. In giallorosso Zaniolo ha vissuto la conquista della Conference League, l’esordio al Bernabéu e il primo gol in Serie A contro il Sassuolo. A quei momenti aggiunge una dimensione personale: a Roma ha conosciuto persone importanti, sua moglie è della città e lì è nato il primo figlio.

Il legame con la capitale, dunque, non si è spezzato del tutto. L’attaccante ha spiegato che in futuro potrebbe persino tornare a vivere a Roma, una volta terminata la carriera. Allo stesso tempo, ammette che alcune decisioni prese in passato non verrebbero ripetute, pur riconoscendo agli errori e ai due gravi infortuni al crociato un ruolo decisivo nella sua crescita.

Quelle difficoltà lo hanno spinto a prestare maggiore attenzione alla preparazione, alla nutrizione e alla prevenzione fisica. Oggi considera quest’ultimo aspetto indispensabile prima di ogni partita e continua a seguire con affetto le vicende della Roma, ambiente con cui avrebbe preferito chiudere in modo diverso.


Il Mondiale è il traguardo più desiderato

La maglia dell’Italia continua a rappresentare la priorità sportiva del giocatore. Zaniolo ha dovuto lasciare il raduno di Coverciano a causa dell’infortunio che sta curando, ma nei giorni trascorsi con il gruppo ha percepito entusiasmo e desiderio di rilancio. A suo giudizio, Roberto Mancini ha già impresso una direzione precisa al nuovo percorso azzurro.

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«La Nazionale per tutti i calciatori italiani deve essere un obiettivo e un sogno costante», ha dichiarato, sottolineando che indossare quella divisa significa rappresentare un intero Paese. La convocazione, secondo l’attaccante, non può essere data per scontata: deve essere conquistata sul campo, considerato il giudice più attendibile.

L’assenza da Zenica e dal precedente Mondiale viene vissuta soprattutto come una delusione collettiva. Non conta quale giocatore fosse in campo, ha spiegato Zaniolo: il rammarico riguarda l’Italia nel suo insieme. Ora il gruppo dovrà lavorare in vista della prossima occasione, con l’obiettivo di riportare la Nazionale sul palcoscenico che le compete.


Un ruolo più centrale per ripartire

Nel corso degli anni il suo impiego tattico è cambiato parecchio. Zaniolo ha iniziato da mezzala, ha agito in una posizione intermedia a centrocampo e alla Roma è stato utilizzato anche sulla fascia destra. Gli infortuni, però, hanno ridotto parte della sua esplosività e lo hanno avvicinato alla zona centrale del campo.

Oggi individua nel trequartista la collocazione più adatta alle sue caratteristiche. Vuole avere la porta davanti, così da poter calciare dalla distanza o mandare in profondità i compagni, invece di giocare prevalentemente con la porta alle spalle.

Con l’Udinese il primo obiettivo è recuperare pienamente la condizione e tornare a esprimersi ai livelli abituali. Sul piano dei risultati, Zaniolo indica quota 50 punti come riferimento da raggiungere o superare rispetto alla stagione precedente. L’idea di competere per lo scudetto appartiene alle ambizioni del gruppo, ma l’attaccante invita a mantenere equilibrio: le squadre attrezzate sono numerose e parlare di Europa richiede realismo e umiltà.

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