Zamorano sceglie l'Inter: «Il derby lo vinciamo noi»
L'ex attaccante nerazzurro paragona la sfida al Clasico e ricorda le sue reti contro il Milan
Ivan Zamorano ha pronosticato la vittoria dell’Inter nel derby di Milano. L’ex attaccante nerazzurro ha paragonato la partita a Barcellona-Real Madrid, sottolineando il peso della rivalità oltre gli aspetti tattici.
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Il pronostico sul derby
Secondo Zamorano, il confronto cittadino resta equilibrato, ma non può essere considerato una gara come le altre. «In un Milan-Inter o in un Barcellona-Real Madrid non c'è ragione, ma sentimento», ha spiegato parlando della sfida e del significato attribuito alla parola Clasico.
L’ex centravanti ha riconosciuto all’Inter una maggiore propensione offensiva rispetto alla scorsa stagione. La squadra dispone del miglior attacco, anche se concede ancora qualche occasione di troppo: per Zamorano, è una conseguenza naturale del pressing e dell’atteggiamento aggressivo scelto dalla formazione nerazzurra.
La prestazione contro la Fiorentina gli ha però mostrato una squadra più compatta. Pur essendo stata sotto 1-0 fino alle fasi conclusive, l’Inter gli aveva dato la sensazione di poter ribaltare il risultato e vincere, non soltanto pareggiare. Da qui la convinzione che il gruppo stia trovando un compromesso più efficace tra concretezza e propensione offensiva.
Gli attaccanti senza Lautaro
Zamorano ha definito Lautaro Martinez un calciatore capace di rappresentare un’intera epoca, sia per la leadership sia per il rendimento realizzativo. La sua assenza in diverse gare della stagione, tuttavia, non ha impedito all’Inter di reagire.
Per l’ex bomber nerazzurro, Pio Esposito è ormai pronto a prendersi spazio con continuità. Anche Bonny viene considerato un elemento utile, soprattutto per la capacità di agevolare il lavoro dei compagni.
Thuram, inoltre, avrebbe trasformato la propria dimensione: da giocatore valido sarebbe diventato un attaccante di livello ancora superiore. Zamorano gli attribuisce un ruolo centrale nella risposta dell’Inter all’assenza di Lautaro, compresa una partita particolare come il derby.
La crescita di Chivu
L’ex attaccante ha parlato positivamente del lavoro di Cristian Chivu, descritto come un tecnico moderno e molto preparato. A suo giudizio, l’allenatore sta accelerando il proprio percorso anche grazie al rapporto speciale con l’Inter, club che conosce profondamente.
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Zamorano ha osservato che la squadra sembra più solida e capace di reagire alle difficoltà attraverso soluzioni ragionate, non soltanto d’istinto. Ha aggiunto di preferire comunque una formazione disposta a rischiare e ad attaccare rispetto a una squadra orientata esclusivamente ad aspettare l’avversario.
Per l’ex centravanti, il derby rappresenta un obiettivo immediato, ma il traguardo più ampio resta la conquista di un altro scudetto e una presenza consolidata in Champions League.
I ricordi contro il Milan
Zamorano ha ammesso di seguire soprattutto l’Inter e di conoscere meno nel dettaglio il Milan attuale. Dai filmati delle partite ha ricavato l’impressione di una squadra più fiduciosa e con idee di gioco più riconoscibili, nonostante la sconfitta più recente.
Nel derby, però, secondo l’ex nerazzurro i pronostici vengono azzerati al fischio d’inizio. Il confronto con i giocatori della sua epoca gli ha poi fatto ricordare la difficoltà di affrontare Paolo Maldini: «Saranno pure bravi i giocatori di questo Milan, ma ai miei tempi io giocavo contro Maldini: con Paolo era durissima».
Tra gli episodi conservati nella memoria ci sono il colpo di testa del 1997, nato da un calcio d’angolo battuto da Djorkaeff, e la rete del 2000 su assist di Recoba. Dopo quest’ultimo gol, Zamorano salì sulle spalle del compagno: i due avevano scommesso che il marcatore avrebbe portato a cavalluccio l’altro.
Il futuro dello stadio
Sul progetto del nuovo Generali Stadium, Zamorano ha riconosciuto il valore affettivo dello Stadio Meazza, legato ai suoi ricordi con l’Inter. Allo stesso tempo, ha considerato naturale l’evoluzione delle strutture sportive e la necessità di impianti capaci di sostenere la crescita del club.
Il suo auspicio riguarda quindi il nuovo San Siro: «Possa presto raccontare la stessa grandezza del predecessore».
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