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Sport 2 min di lettura35 min fa

Winks e il Cagliari umile: «La salvezza viene prima di tutto»

Il regista rossoblù racconta la sua esperienza in Italia, il rapporto con Pisacane e i modelli che hanno segnato la sua crescita tattica

Il primo traguardo per il Cagliari resta la permanenza in categoria. Harry Winks lo ha ribadito parlando della squadra rossoblù, che considera competitiva e ben guidata: «Siamo giovani, ma abbiamo anche esperienza. La cosa che mi ha colpito subito è l’umiltà: non dobbiamo mai smettere di lottare».

Nel gruppo, secondo il centrocampista, convivono entusiasmo e consapevolezza. Anche lo staff tecnico viene ritenuto all’altezza, mentre l’ambiente di Cagliari aggiunge una spinta particolare, legata alla partecipazione dell’intera isola.

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Pisacane ragiona da tecnico

Winks ha trovato un punto di contatto con Fabio Pisacane nel modo di intendere il calcio. Il centrocampista ha spiegato di essersi confrontato con l’allenatore e di aver riconosciuto nella sua visione alcuni tratti già apprezzati in Enzo Maresca, figura importante nella sua formazione al Leicester.

Il rapporto con Maresca è rimasto solido anche dopo la fine dell’esperienza condivisa. Winks ha raccontato di sentirlo ancora, mentre ha descritto in modo diverso le relazioni tra calciatori in Inghilterra: prevale il rapporto professionale, più che l’amicizia personale.


Dalla Samp alla svolta tattica

L’arrivo di Winks in Italia è maturato quando aveva 27 anni e sentiva il bisogno di cambiare scenario. Aveva preso in considerazione anche la Spagna, ma i colloqui con Fabio Paratici e Antonio Conte lo convinsero a scegliere la Sampdoria, una società presentata come ricca di storia e sostenuta da tifosi molto partecipi.

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A Genova ritrovò Marco Giampaolo, interessato a portarlo in squadra. La scelta, però, era legata soprattutto alla possibilità di confrontarsi con idee tattiche nuove: Conte, prima ancora, gli aveva permesso di leggere il gioco in maniera più profonda rispetto al passato. Proprio quell’esperienza aveva cambiato il suo modo di interpretare il ruolo.


Kane, Dembélé e il calcio italiano

Parlando del riconoscimento individuale più prestigioso, Winks ha indicato Harry Kane come il giocatore che lo meriterebbe maggiormente. Ne ha sottolineato la mentalità, la continuità nel lavoro e il livello raggiunto, pur indicando Moussa Dembélé come il compagno più importante della propria crescita: dal centrocampista belga, ha spiegato, ha imparato moltissimo.

Il regista inglese ha poi osservato l’aumento dell’interesse dei calciatori britannici verso la Serie A. Il campionato italiano, a suo giudizio, offre un approccio più approfondito alla tattica rispetto alla maggiore enfasi sulla fisicità tipica del calcio inglese. Tra gli esempi ha citato Scott McTominay, che vede divertirsi nella nuova esperienza.

A rendere speciale il percorso italiano contribuisce anche il pubblico. A Cagliari, ha raccontato Winks, il sostegno non riguarda soltanto la squadra, ma coinvolge una comunità intera: giocare per una tifoseria così legata al territorio è per lui un aspetto particolarmente bello.

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