Wenger contro Infantino? Il retroscena sulla corsa alla Fifa
L’ex tecnico dell’Arsenal è indicato da alcuni dirigenti europei come possibile alternativa, ma dovrebbe sfidare il suo attuale superiore entro il 18 novembre.
Arsène Wenger potrebbe diventare l’avversario più inatteso di Gianni Infantino nella prossima elezione alla guida della Fifa. L’ex allenatore dell’Arsenal, oggi responsabile dello sviluppo globale dell’organizzazione, sarebbe sostenuto da diversi esponenti del calcio europeo, proprio mentre la posizione del presidente è messa sotto pressione dalle recenti polemiche.
La candidatura, tuttavia, presenta un ostacolo evidente: dal 2019 Wenger lavora alle dipendenze dello stesso Infantino che dovrebbe eventualmente sfidare. Per correre alla presidenza servirebbe inoltre l’appoggio di almeno cinque federazioni nazionali, con il termine per l’annuncio fissato al 18 novembre.
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Wenger piace oltre i confini europei
Un dirigente di una federazione europea ha descritto Wenger come una figura capace di comprendere in profondità i meccanismi dello sviluppo calcistico. «È un uomo di calcio brillante che comprende veramente lo sviluppo del calcio perché lo ha gestito per anni», ha affermato alla Bbc, sottolineando anche la considerazione di cui l’ex tecnico gode in Asia dopo l’esperienza in Giappone.
Secondo un altro rappresentante europeo, Wenger avrebbe le qualità per raccogliere consensi in aree diverse del mondo. «Molti dicono che sarebbe il candidato ideale. Per lui non contano i soldi, il prestigio o l’ego. Ama davvero il calcio», ha spiegato. La stessa fonte ha però evidenziato quanto sia delicata la posizione dell’ex allenatore, chiamato a valutare se contrapporsi al vertice dell’ente per cui lavora.
Infantino affronta una fase delicata
La sfida elettorale si sviluppa sullo sfondo della controversia relativa al progetto Forward Enterprise, legato alla possibile cessione di quote commerciali dei Mondiali a investitori privati. Giovedì il Consiglio della Fifa si riunirà a Zurigo per la prima volta dall’esplosione del caso, in un clima reso teso dalle richieste di dimissioni arrivate dai vertici calcistici di Europa, Nord America e Asia.
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Infantino punta comunque alla rielezione per un quarto e ultimo mandato il prossimo anno e ritiene di avere buone possibilità di conferma. Tra le proposte attese c’è anche un incremento di 3,4 miliardi di dollari dei finanziamenti destinati allo sviluppo del calcio, mentre restano aperte le critiche sulle regole di governo dell’organizzazione, sul primo Premio Fifa per la Pace assegnato nel 2025 a Donald Trump e sulla gestione disciplinare del caso Folarin Balogun.
Poche alternative già in campo
Le ipotesi di una discesa in campo di Victor Montagliani, presidente della Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi, e di Aleksander Ceferin, alla guida dell’Uefa, sembrano essersi raffreddate. Al momento l’unico candidato ad aver manifestato pubblicamente l’intenzione di partecipare alla corsa è Ramon Vega, ex difensore del Tottenham.
Le possibilità dell’ex calciatore, però, vengono considerate ridotte. Se Wenger decidesse di provarci, la sua candidatura cambierebbe il quadro della competizione e trasformerebbe il prossimo Consiglio della Fifa in un passaggio ancora più significativo verso l’elezione del 2027.
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